Un piano per l’auto: competitività italiana a rischio

di Paolo Scudieri, presidente di Anfia

 
Permane un grave calo a doppia cifra anche a giugno, per il mercato auto italiano. La perdita si è dimezzata rispetto al quella del precedente mese di maggio e siamo di fronte a segnali di ripartenza veramente timidi, riconducibili perlopiù allo smaltimento di ordini accumulati e rimasti inevasi prima della chiusura dei concessionari dello scorso marzo, unito agli effetti di calendario (un giorno lavorativo in più a giugno 2020 rispetto a giugno 2019). I ritmi di ripresa delle vendite dopo il periodo di lockdown sono e saranno lentissimi perché crisi economica e clima di incertezza rappresentano un mix letale per le decisioni d’acquisto di consumatori e imprese.
 
A questi, si aggiunge anche l’effetto attesa nei confronti di incentivi all’acquisto di cui si parla da mesi, ma che, per ora, non si sono tradotti in realtà, con colpevole ritardo rispetto agli altri maggiori Paesi europei. Questi giorni dovrebbero essere decisivi per l’iter di conversione in legge del Decreto Rilancio, che dovrà concludersi entro il 18 luglio, motivo per cui speriamo che il nostro appello venga finalmente ascoltato. Lo stock di veicoli accumulato da produttori e concessionari durante i mesi scorsi, insieme all’attuale debolezza della domanda, stanno ostacolando il riavvio della produzione industriale della filiera automotive.
 
Incentivare il mercato significa farla ripartire, ma anche innescare un circolo virtuoso per il rilancio dei livelli produttivi dell’industria italiana nel suo insieme e del sistema Paese. Inoltre, anche l’Erario ci guadagnerebbe, perché a ogni 100.000 immatricolazioni perse corrisponde un ammanco di gettito fiscale di circa 500 milioni di euro, senza contare che un sistema industriale in ripresa significa un minore ricorso agli ammortizzatori sociali.Senza stimoli al mercato, rischiamo di contare, a fine 2020, appena 1,2 milioni di nuove auto immatricolate, con un ribasso del 35% rispetto al 2019.
 
Per evitarlo, si proceda all’attuazione urgente di misure di breve termine: estensione dell’ecobonus alle auto con emissioni medie di CO2 fino a 95 g/km; istituzione di un premio temporaneo per auto e veicoli commerciali in stock (oltre 450.000 unità), con contestuale rottamazione. Infine, si dia il via alla definizione di un piano di politica industriale di medio-lungo termine per salvaguardare la competitività del settore automotive italiano, accompagnandolo nella delicata transizione tecnologica in corso con il sostegno agli investimenti produttivi, in R&D e capitale umano.   

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