Auto elettrica: perché far buon viso a cattivo gioco? 

di Pierluigi Bonora

 

Chissà cosa pensano realmente i manager alla guida dei gruppi automobilistici, sia nei quartieri generali delle Case sia nei vari Paesi, dell’obbligo di dover svoltare verso la mobilità elettrica. Nei discorsi ufficiali non si contano le beatificazioni e gli apprezzamenti per la strada imboccata, confidenti che i consumatori via via affollino le concessionarie allo scopo di accaparrarsi i nuovi modelli a batteria. E per enfatizzare ancora di più il “nuovo”, ecco le rassicurazioni sulle reti di ricarica con i piani di capillarizzazione e diffusione delle colonnine “fast charge”, gli accordi con chi realizza queste infrastrutture e i sindaci delle città (tipo Roma e Milano) non a caso prossime ai rinnovi amministrativi sull’onda dello slogan “Sustainable mobility for all”. E già ora si parla di nuove e più performanti batterie in arrivo nei prossimi anni. Domanda d’obbligo: e quelle attuali chi fine faranno? Come e chi le smaltirà?


Ma in privato, le stesse persone la pensano allo stesso modo? Penso proprio che, almeno per la maggior parte di essi, non manchino attente riflessioni su rischi e flop in agguato. Ma bisogna far buon viso a cattivo gioco, lo ordina un sistema politico europeo e nazionale (guardando a casa nostra) fortemente condizionato dalle lobby ambientaliste.

 

Ok al rispetto dell’ambiente, ci mancherebbe altro, ma – aggiungo – perché procedere a senso unico e non considerare le alternative che mirano sempre al medesimo risultato? C’è qualcosa che non torna. Comunque, più passano i mesi più affiorano dubbi, perplessità e allarmi sulla svolta prettamente elettrica della mobilità. Ci sono timori per l’occupazione (ed ecco palesarsi le preoccupazioni, questa volte espresse chiaramente da un big dell’auto, come Ola Kallenius, numero uno di Daimler-Mercedes) e comincia a emergere anche l’aspetto della imposizione (l’ad di Stellantis, Carlos Tavares, ha parlato di obbligo che arriva dai governi), mentre c’è chi, come Akio Toyoda, ad di Toyota, mesi fa aveva giudicato “sopravvalutata l’auto elettrica” e ipotizzato “il collasso del settore” con la messa al bando nel 2035 delle alimentazioni endotermiche.

 

La chicca, però, è arrivata dall’Italia, tra i Paesi ideologicamente più scatenati nella corsa all’elettrico. E, guarda caso, a fornirla è stato proprio il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenuto ad “AutomotiveLab 2021”, evento digitale organizzato dal mensile “Auto”. Cingolani sostiene che non esiste una soluzione unica alla mobilità urbana” e che “l’auto elettrica offre soluzioni promettenti, ma non risolve tutti i problemi nel breve periodo”. Da qui, per il settore dei trasporti, la necessità di “affidarsi a tecnologie diverse a seconda dello scenario”. Per esempio la tecnologia ibrida, la stessa, peraltro, che sta ottenendo buoni riscontri da parte dei consumatori.

 

Come si vede le idee sono tutt’altro che chiare e si continua a navigare a vista, anche se a Bruxelles hanno praticamente già deciso tutto e in molti Paesi il plotone di esecuzione per i motori a benzina e Diesel ha già ricevuto l’ordine di prepararsi. Ma andrà proprio tutto così? Dubbi, timori e allarmi dovrebbero tramutarsi in una protesta ufficiale in nome della libertà di scelta del tipo di motorizzazione consona alle singole esigenze, ma sempre in nome del rispetto dell’ambiente. E’ gravissimo che il tema del “green” si trasformi, come sta avvenendo, in speculazione politica, diktat e interessi di parte.

7 responses to “Auto elettrica: perché far….”

  1. sparviero51 says:

    Ribelliamoci alla dittatura degli imbecilli !

  2. Dino says:

    Le auto elettriche tutto sono, tranne che ecologiche. Per produrle si inquina altrettanto, se non di piu’, e il litio delle batterie e’ un minerale molto raro, con tutte le conseguenze che questo implica. Ma, soprattutto, non e’ che l’elettricita’ provenga dal nulla, produrla costa molto. E come potra’ bastare per il “tutto elettrico”?

  3. morama_04 says:

    Stramaledetti ambientalisti.ciechi e ottusi.Una minoranza che l’ha sempre vinta grazie alla maggioranza che cede subito le armi o è indifferente
    .Svegliamoci prima che i deficienti ci rendano difficile la vita.Basta con l’UE,torniamocene a casa nostra,non prendiamo più ordini da questa gente.

  4. agosvac says:

    Sono d’accordo col lettore Dino. Pochi si rendono conto che nel mondo moderno l’energia elettrica viene prodotta quasi esclusivamente da centrali termiche ovvero che usano idrocarburi molto inquinanti come carburante. Le energie rinnovabili sono una pura illusione. Ma il vero pericolo sono le batterie usate, come dice il lettore, visto che usano materiali molto inquinanti e difficili da smaltire, anche le auto ibride. La soluzione non è l’elettrico ma l’uso di un carburante tipo l’idrogeno che non inquina un bel niente. Purtroppo l’idrogeno è molto costoso da produrre. Però se si studiasse di più su come produrre l’idrogeno invece di puntare sull’elettrico o sull’ibrido, si potrebbe trovare una soluzione migliore.

  5. bob says:

    puntare sull’elettrico è semplicemente stupido

  6. Edmond Dantès says:

    Volete abbattere le emissioni con la mobilità elettrica ? O.K., ma l’unico modo efficace per farlo é produrre energia elettrica dal nucleare. Altrimenti l’elettrico si risolve solo nello spostare l’inquinamento in altri siti.

  7. Giovanni says:

    Simo governati da persone incompetenti e totalmente ignoranti, che non conoscono bene i veri problemi ecologici.
    Quindi impongono le auto elettriche che sono molto più inquinanti, perché devono essere ricaricate introducendo energia prodotta con fonti tradizionali.
    Nella trasformazione di questa energia si inquina comunque molto di più perché un parte dell’energia viene inutilmente dissipata e sprecata per potere essere disponibile per la ricarica delle batterie.
    Occorre anche considerare che le auto elettriche essendo molto più pesanti della vetture tradizioni hanno consumi molto più elevati per potere viaggiare.
    INOLTRE LE BATTERIE DISPERDONO PARTE DELL’ENERGIA E QUINDI SI HA UN’ULTERIORE SPRECO DI RISOLSE CHE NON VENGONO UTILIZZATE.

    Questa trasformazioni energetiche sono certamente molto più inquinanti di quanto cercano di convincere questi politici che non hanno le conoscenze adeguate, ma vogliono comunque imporre le auto elettriche !!!!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *