Tutto elettrico: standard green non siano distruttivi per l’industria

di Sara Rinaudo, segretario nazionale di Fismic Confsal

Occorre un piano strategico per il settore automotive che preveda diversi percorsi paralleli: formazione, riqualificazione, investimenti e servono incentivi alla vendita perché altrimenti possono acquistare macchine solo i più abbienti.

Al recente Tavolo automotive dedicato alla partita della transizione industriale dei produttori automotive, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha illustrato una serie di azioni ordinarie che il Governo sta mettendo in atto, tenendo conto delle indicazioni europee. Secondo il governo, occorre trovare un equilibrio tra gli obiettivi ambientali e le esigenze produttive dell’industria..

Lo sforzo che l’industria dell’auto sta compiendo avvicinandosi sempre più a un modello virtuoso e di economia circolare è notevole, proprio per questo non possiamo che il settore possa essere danneggiato da indicazioni troppo restrittive e difficilmente raggiungibili in un limite di tempo troppo breve come il 2026 con nuove e stringenti restrizioni nella normativa Euro 7 e fine dei motori endotermici per il 2035.

Occorre una pressione del Governo italiano sull’Europa affinché rispetto all’Euro 7 gli standard siano audaci, ma tecnicamente raggiungibili. Per la data del 2035 gli standard ambientali devono rimanere un fattore di incentivo e non distruttivo per l’industria. Non possono essere messi fortemente a rischio la vita delle aziende e l’occupazione dei lavoratori.

‘La transizione deve essere accompagnata con degli step e non può essere accelerata drasticamente perché rischiamo di danneggiare un intero settore produttivo e il ridimensionamento di diverse aziende.

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