Studio sull’idrogeno: fuori gioco per il trasporto a terra

Il mondo dovrebbe concentrarsi sull’accelerazione della costruzione di veicoli alimentati a batteria e relative infrastrutture di ricarica rapida, piuttosto che perdere tempo su auto e camion a celle a combustibile a idrogeno (H2). Lo rileva uno studio pubblicato sulla rivista «Nature Electronics». Patrick Ploetz, autore dello studio e coordinatore del settore dell’economia energetica presso il Fraunhofer Institute for Systems and Innovation Research (Isi) in Germania, spiega: «L’idrogeno svolgerà un ruolo fondamentale nell’industria, nel trasporto marittimo e nei carburanti sintetici per l’aviazione. Ma per il trasporto su strada non possiamo, credo, aspettare che la tecnologia dell’idrogeno compensi i suoi ritardi e ora il nostro focus dovrebbe essere sui veicoli elettrici a batteria sia nel trasporto passeggeri che in quello merci».
Per Ploetz, «la finestra di opportunità per stabilire una quota di mercato rilevante per le auto a idrogeno è quasi chiusa». Sottolinea che all’inizio dello scorso anno c’erano circa 25.000 auto a celle a combustibile a idrogeno in circolazione, due modelli disponibili per l’acquisto (Toyota Mirai e Hyundai Nexo) e circa 540 stazioni di rifornimento di idrogeno in funzione in tutto il mondo. E aggiunge: «Al contrario, entro l’inizio del 2022, ci saranno probabilmente circa 15 milioni di veicoli elettrici a batteria e ibridi plug-in sulle strade in tutto il mondo. Quasi tutti i produttori ora vendono tali veicoli, con oltre 350 modelli disponibili a livello globale. Con le economie di scala in pieno effetto per le batterie e con ulteriori riduzioni dei costi e miglioramento delle prestazioni dei veicoli elettrici e delle infrastrutture di ricarica in arrivo, è altamente improbabile che le auto a celle a combustibile a idrogeno siano in grado di competere».

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