Stellantis alle porte: confronto a partire dai piani industriali

di Roberto Benaglia, segretario generale di Fim-Cisl

Il gruppo Stellantis rappresenta una grossa opportunità per il gruppo Fca, per gli stabilimenti italiani e la loro prospettiva futura, soprattutto per la messa in sicurezza dell’occupazione. Il settore dell’automotive è fortemente condizionato dalla necessità di grandi risorse finanziarie, di capitali e tecnologiche per far fronte ai cambiamenti in corso sulla mobilità e sul cambio delle motorizzazioni. Con la fusione di Fca e Psa in Stellantis,
nasce il quarto costruttore al mondo di automotive, con oltre 8 milioni di auto, tecnologie, stabilimenti produttivi e una rete commerciale globale, possono determinarsi sinergie, vantaggi su piattaforme e modelli per affrontare positivamente questi cambiamenti senza mettere in pericolo l’occupazione.

Come Fim-Cisl presidieremo con determinazione le scelte e i piani industriali futuri di Stellantis per evitare contraccolpi su stabilimenti e
occupazione, per questo abbiamo chiesto un incontro con l’ad Carlos Tavares 
e inoltrato la richiesta di incontri sindacali ai vari livelli da quello nazionale, europeo e mondiale. In Fca abbiamo messo in sicurezza i 5 miliardi d’investimenti previsti nel vecchio piano 2019-2021: sono tutti ultimati o in corso di completamento entro quest’anno. Ci sono nuovi modelli, nuovi restyling di tutti i prodotti, investimenti sui motori ibridi ed elettrici, quindi si sta andando nella direzione giusta.

Il confronto con il nuovo gruppo Stellantis partirà dai nuovi piani industriali, per noi sarà importante il ruolo che verrà assegnato all’Italia nei vari ambiti a partire dalla ricerca, al rilancio dei marchi italiani come Alfa Romeo, Maserati, Fiat e 500 e sviluppare ulteriormente le produzioni Jeep con l’obiettivo e la garanzia di mettere in sicurezza stabilimenti e occupazione. Con il lancio della 500 Bev e gli investimenti sull’elettrico nel
polo produttivo di Torino si è recuperato anche il tempo perso in passato, si sono acquisiti importanti e nuove competenze tecnologiche e professionali.

Ora bisogna continuare e rafforzare la presenza dei modelli Maserati, con le versioni ibride del Levante e in nuovi modelli GranCabrio e GranTurismo. Gli stabilimenti di Sevel e Melfi viaggiano a pieno regime con modelli fortemente richiesti dal mercato e con ottime prospettive di crescita. Nel 2021 si attendono i lanci produttivi del Suv Alfa Tonale e il Suv Maserati Grecale, indispensabili per saturare le produzioni negli stabilimenti di Pomigliano e Cassino.

Nella nuova Stellantis, la Fim-Cisl è pronta ad affrontare con buone relazioni sindacali anche sfide impegnative quando queste hanno come obiettivo investimenti, prospettive positive per stabilimenti e occupazione. Siamo invece indisponibili e contrari quando questi obiettivi non vengono garantiti e vengono messi in discussione gli interessi delle lavoratrici e lavoratori.

Per questo è necessario intensificare le relazione sindacali costruttive e operative all’interno del gruppo sviluppando in chiave partecipativa; questo anche alla luce della presenza di un rappresentate sindacale nel cda del nuovo Gruppo.

E’ una sfida, quella della partecipazione, sempre più importante e strategica per un gruppo globale come Stellantis che come Fim porteremo avanti. Questo è il nostro modo di essere e fare sindacato e l’abbiamo dimostrato in questi anni nei momenti di difficoltà, quando abbiamo contribuito al salvataggio di Fiat e alla crescita del gruppo Fca.

Ci aspettiamo inoltre che il governo italiano svolga un ruolo positivo e attivo per il rafforzamento della presenza del settore dell’auto nel nostro Paese con particolare attenzione al gruppo Stellantis, per l’importanza che un settore come quello dell’automotive rappresenta in termini occupazionali e tecnologici ma anche un indirizzo di attenzione delle risorse del Recovery Plan in favore della transizione energetica e della mobilità sostenibile.

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