S&P: dietro l’aumento del caro energia

Ecco una sintesi del nuovo studio di S&P Global Ratings (“S&P”) intitolato sulla transizione energetica e l’attuale impennata dei prezzi che in Europa hanno registrato un rimbalzo più forte del previsto nel 2021. Tale crescita fa seguito a un calo di oltre il 20% nel 2020, in un contesto di lockdown e di indebolimento dell’economia; il miglioramento è derivato principalmente da un’impennata dei prezzi del gas e, in misura minore, dei prezzi del carbonio, che raggiungono un massimo storico di quasi 60 euro a tonnellata.

S&P ritiene che i prezzi dell’energia continueranno ad aumentare nel 2022-2023, a causa di una contrazione dell’offerta. Gli obiettivi ambientali più ambiziosi dell’Europa accelereranno le dismissioni nella produzione di energia termica e nucleare, che non potrà essere interamente compensata dalle fonti rinnovabili per i prossimi tre anni, portando a una maggiore volatilità dei prezzi legata al clima nel medio termine.

A livello generale, gli operatori energetici europei beneficeranno di questo contesto di prezzi elevati
. Questo perché i loro portafogli di generazione sono quasi completamente coperti per quest’anno, dopodiché beneficeranno di prezzi più alti, supportando così gli investimenti nella transizione energetica. Ciò è positivo anche per lo sviluppo di un mercato europeo degli accordi di acquisto di energia (PPA) per le energie rinnovabili, grazie a prezzi d’esercizio favorevoli e buoni margini, sebbene aumenti la pressione sui produttori con portafogli di generazione limitati.

Tuttavia, un costo elevato dell’energia implica anche un aumento dei rischi politici per le società di servizi. Quest’ultimo aspetto si riferisce in particolare alla necessità di tenere in considerazione la sicurezza dell’approvvigionamento e l’accessibilità economica. Si inizia dunque a assistere a interventi politici atti a limitare un aumento delle bollette energetiche, come in Spagna, con proposte di claw back, o il trasferimento di alcuni costi energetici nella fiscalità generale, come in Italia. Gestire l’impatto sociale della transizione energetica è un pilastro fondamentale delle politiche climatiche europee.

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