Obiettivo Net Zero: banche e finanziamenti ai carburanti fossili

di Robert Kendrick, Credit Analyst; Vardhman Jain, Credit Analyst; Carol Storey, Sustainable Investment Analyst, Schroders

Sebbene l’obiettivo zero emissioni nette stia prendendo slancio in tutto il mondo, nel settore bancario l’impegno complessivo resta limitato. Al tempo della nostra analisi iniziale, a metà 2020, meno del 20% delle banche globali incluse nel nostro universo di investimento si erano impegnate ad allineare le proprie attività di finanziamento con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi o con un target nazionale di zero emissioni nette, o si erano adoperate per stabilire un obiettivo su basi scientifiche.

In ambito bancario, il finanziamento all’industria dei carburanti fossili supera di gran lunga quello sostenibile. Nella transizione verso un’economia a basse emissioni, le banche più esposte all’industria dei carburanti fossili si trovano ad affrontare significativi rischi finanziari, normativi e reputazionali.

Poiché Schroders detiene molte obbligazioni bancarie, siamo interessati a identificare i possibili vincitori e vinti nella transizione globale verso l’obiettivo “net zero”.

Nel quadro della nostra ricerca su questo tema, i team di credito e di investimento sostenibile hanno sviluppato un punteggio proprietario per aiutare i gestori a monitorare come le singole banche si comportino rispetto al finanziamento dei carburanti fossili. Utilizzando dati sia convenzionali che non convenzionali, le banche vengono valutate sulle attività di finanziamento dei carburanti fossili, sulla forza della strategia e della visione climatica a lungo termine, sulle competenze in materia di finanziamento sostenibile, sulla maturità della governance e della gestione del rischio climatico e sulla qualità del reporting sul clima.

Questo punteggio viene usato per favorire le aziende che vantano analisi e engagement più approfonditi e prende in considerazione oltre 100 tra le maggiori banche del mondo oltre a un gruppo selezionato di banche più piccole.

Il nostro team sul credito, insieme ad altri team azionari, ha selezionato circa 50 banche in Europa, Nord America e Asia fra quelle che vantano le migliori analisi e l’engagement più strutturato. I team si sono concentrati sui principali finanziatori dell’industria dei carburanti fossili e sulle banche che potrebbero essere più esposte a questa industria in ragione dei loro bilanci.

Per ogni ambito di engagement, evidenziamo da tre a quattro obiettivi su cui vorremmo che la banca lavorasse nei prossimi 12 mesi. Gli esempi includono: elaborazione di un impegno concreto per allineare le attività di finanziamento con i target dell’Accordo di Parigi, oltre ai relativi obiettivi intermedi e finali; revisione e rafforzamento delle policy sui carburanti fossili della banca in linea con le più recenti scoperte scientifiche e/o con le buone pratiche sul tema; implementazione della Task Force on Climate related Financial Disclosures (TCFD)/reporting sul rischio climatico, compresa la disclosure su ulteriori parametri climatici.

Per le banche che hanno già fatto progressi in queste aree, ci siamo concentrati sulla solidità e sull’evoluzione delle loro metodologie di misurazione e di definizione di target per allineare le attività di finanziamento della banca con gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi.

Sebbene sia troppo presto per valutare l’impatto dei nostri dialoghi, finora abbiamo avuto una buona risposta da parte delle banche. Dei 50 istituti contattati, entro la fine di giugno 2021 ne abbiamo incontrati 25. Abbiamo visto un enorme slancio positivo: le banche stanno consolidando le policy sui carburanti fossili, migliorando la disclosure sul rischio climatico e si stanno impegnando ad allineare i portafogli di finanziamento con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Abbiamo identificato un gruppo di banche leader che hanno già – o avranno presto – obiettivi e piani dettagliati a sostegno dei loro impegni di finanziamento e sono ben posizionate per finanziare la transizione energetica globale. Tuttavia, abbiamo anche dovuto registrare la presenza di alcuni ostacoli nella raccolta dei dati, la mancanza di risorse interne per affrontare questo tema, e le preoccupazioni per la mancanza di una metodologia consolidata di misurazione del portafoglio e di definizione degli obiettivi.

In questi casi, il nostro engagement ci ha aiutato a mostrare alle banche le buone pratiche osservate altrove. In ultima istanza tuttavia le banche che non stanno facendo progressi su questi temi potrebbero andare incontro a un declassamento nei rating ambientali in futuro. Una volta completata la nostra prima serie di incontri, abbiamo in programma di coinvolgere altre banche ed estendere l’applicazione del nostro punteggio per includere altri tipi di società finanziarie come le assicurazioni.

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