La sfida della mobilità elettrica: guidare la cultura del cambiamento

di Francesco Fontana Giusti, Experience teller

La crisi da Coronavirus, l’emergenza ambientale e l’attivismo globale del Movimento “Fridays for Future”, hanno scosso le basi dell’economia a livello globale, esercitando una forte spinta verso un futuro fino a ieri solo sognato o idealizzato, ma oggi concretamente possibile. Ripartire da una Cultura Sostenibile è diventata la sfida più ambiziosa per tutti – governi, amministrazioni locali e regionali, industrie, cittadini – e una priorità per le Case automobilistiche chiamate ad accelerare il cambiamento.

 

Ma i consumatori sono pronti a passare alla mobilità elettrica?

Il tema della sostenibilità sta a cuore a tutti, i target CO2 sono inderogabili, ma quali sono le restrizioni, le tempistiche, i problemi da risolvere per raggiungere gli obiettivi fissati (-40% entro il 2030, impatto climatico zero entro il 2050) se non si coinvolge il consumatore e lo si rende protagonista attivo e consapevole di questo cambiamento? La grande partita della Mobilità Elettrica non si gioca a porte chiuse. Non si tratta, infatti, di chi arriverà prima con la proposta più tecnologica, ma di chi capirà per primo i bisogni di mobilità dei clienti futuri in un mercato sempre più regolamentato.

Numerosi sono ancora i freni all’acquisto di un veicolo elettrico in Italia: in primis, la disponibilità di infrastrutture sul territorio. Altre barriere sono l’autonomia, i tempi di ricarica e, infine, il prezzo ancora alto rispetto al termico per via del costo della batteria. Su questi limiti, le Case automobilistiche si stanno impegnando a ridurre i costi delle batterie, migliorare l’efficienza e aumentare l’autonomia. Impegnate sullo stesso fronte sono le varie società energetiche che stanno ampliando l’infrastruttura di ricarica su tutto il territorio e aumentando la presenza di colonnine ad alta ricarica per poter ricaricare in tempi più veloci. Infine, non va certo dimenticato il ruolo importante delle Istituzioni che per ovviare al gap di prezzo oggi ancora notevole tra elettrico e termico, stanno dando un grande sostegno alla diffusione di questa nuova tecnologia grazie ad incentivi volti a facilitarne sia l’acquisto che l’uso.

La mobilità elettrica è entrata nell’agenda setting di tutti i major players. Per le istituzioni i veicoli elettrici sono fondamentali non solo per ridurre le emissioni di CO2, ma per rendere le città più vivibili, sostenibili e “open to future”. Per le società energetiche, invece, è la chiave della transizione. Infine, per le Case automobilistiche rappresenta la sfida più importante per il proprio business, una vera fonte di rigenerazione.

 

Oggi la domanda sull’elettrico è aumentata in gran parte grazie agli incentivi, ma se vogliamo che questo cambiamento duri nel tempo, non dobbiamo fermarci solo a questo e fare qualcosa in più. È diventato fondamentale un Lavoro di squadra per ridurre i freni alla mobilità elettrica: è possibile guidare il cambiamento solo se ci si siede tutti intorno allo stesso tavolo – Case automobilistiche, società energetiche, istituzioni – per raggiungere insieme questo ambizioso obiettivo. Ogni stakeholder deve fare la sua parte non solo per favorire il passaggio a questa nuova tecnologia, ma per creare una Cultura del Cambiamento e trasferirla al cliente finale.

 

Perché il punto di partenza rimane il consumatore, i suoi bisogni. È necessario capire l’evoluzione dei suoi comportamenti in termini di mobilità, testare il suo grado di preparazione nel vivere e fruire questa nuova tecnologia. Creare la cultura del cambiamento significa ridefinire le proprie strategie di marketing, vendita e relazione con i consumatori. Prima di tutto con una fase di conoscenza, di educazione e di sensibilizzazione degli utenti verso il “mondo elettrico”.

 

L’elettrico non deve essere vissuto come una forzatura per il cliente, ma come una scelta emozionale. La vettura elettrica va provata e vissuta: muoversi in modalità elettrica è “fun to drive”: è il piacere del silenzio, l’assenza di rumore e di odore, ma soprattutto dinamicità di guida, è non avere limitazioni all’accesso alle zone ZTL. Un’esperienza unica, che non ha nulla da invidiare alla mobilità tradizionale. A dimostrarlo è l’alto tasso di soddisfazione di chi ha scelto di passare a una vettura elettrica o di chi l’ha provata.

 

A giocare un ruolo fondamentale nella scelta d’acquisto di un’elettrica è senza dubbio il concessionario, touchpoint della “electric experience”. Non un semplice venditore, ma una sorta di “evangelizzatore”, capace di amplificare il valore esperienziale della scelta di acquisto e di attivare le corde emotive del cliente. Ma chi sono i clienti ideali della Mobilità Elettrica? Se si parla di futuro e si vuole davvero creare una cultura del cambiamento, fondata sulla sostenibilità e sull’innovazione, non si può solo privilegiare chi può permettersi di acquistare questa tecnologia, ma bisogna coinvolgere in tale progetto anche i giovani, in particolare la Generazione Z. Stabilire un contatto e un dialogo con loro è fondamentale, perché saranno proprio loro, un giorno, a guidare la rivoluzione elettrica.

 

È per questo che le Case automobilistiche dovranno al più presto cambiare i propri modelli di business e guardare il futuro in prospettiva. Oggi sappiamo infatti che i giovani non sono più tanto interessati a comprare un’auto, ma sono sensibili alla sostenibilità, amano essere connessi, condividere l’esperienza di viaggio, preferiscono “usare” l’auto anziché comprarla e muoversi senza vincoli né limitazioni. Per comunicare con loro bisogna, quindi, anche rivoluzionare il linguaggio, rendendolo più interattivo ed emozionale. 

 

Bisogna creare una connessione duratura attraverso uno storytelling continuo, “umanizzare” la tecnologia e renderla più accessibile e comprensibile, trovando uno stile di comunicazione che provochi questo “clic” nella testa e nel cuore dei giovani consumatori. È la grande sfida al cambiamento da cui dobbiamo tutti ripartire insieme.

4 responses to “La sfida della mobilità elettrica: guidare la cultura del cambiamento”

  1. Carlo Serafini says:

    Concordo!

  2. sparviero51 says:

    MA FATELA FINITA ,UNA BUONA VOLTA ! È TUTTA UNA BOLLA GONFIATA DA INVASATI GRETINI E PARACULI OPPORTUNISTI !!!

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