Jeep Wrangler, il lusso sale sul fuoristrada

di Luca Di Grazia*

Ho provato la nuova Jeep Wrangler Unlimited SaharaTrail Rated e non sono rimasto deluso!

Decisamente in linea con le aspettative per il nuovo modello della Wrangler questa Sahara Unlimited, versione più lussuosa della gamma, è rimasta sola nel suo segmento con la fine della produzione della Land Rover Defender.

Posso dire che la linea mi sembra in effetti un tributo all’indimenticabile Land Rover?

Direi proprio di si: finalmente il cofano motore è dritto, proprio come sulla LR parallelo al terreno, non più inclinato come sul precedente modello che la faceva sembrare con le sospensioni un po’ cotte all’avantreno.

Questo cofano, appunto mi ricorda quello della Land Rover, con quel bordo che si piega verso il radiatore, proprio come la derivata inglese.

Derivata proprio perché la gloriosa Jeep MB venne proprio usata dai tecnici della Rover per creare un fuoristrada pratico da usare in campagna.

La fiancata è un altro testimone di questo tributo, con lamiere piatte la scalfatura che troviamo poco sotto i vetri, sulla linea di cintura.

Anche il taglio delle porte me la ricorda, ma coi ricordi ci facciamo ben poco…

Questa nuova versione ha una quantità di opzioni veramente superba.

La scelta di cerchioni e pneumatici è davvero imponente e va dalle M+S semi stradali che erano montate sull’esemplare oggetto di questa prova alle Mud Terrain da 32 “, tutto per rendere la vita agli appassionati certamente più facile poiché sono già omologate molte misure di cerchioni e gomme adatte a tutte le situazioni, senza dover ricorrere a stratagemmi vari per averle segnate sulla carta di circolazione.

L’impatto è certamente importante: il frontale dalle sette barre è finalmente alto, la griglia si presenta decisamente più imponente, dando un’impressione molto autorevole alla nuova Wrangler, direi un aria molto maschile, rispetto alla precedente versione che sembrava quasi disegnata per piacere ad un pubblico meno orientato alle prestazioni.

Entrare in questa nuova Wrangler in realtà è salire, infatti la Unlimited è dotata delle pedane laterali che corrono lungo tutta la fiancata e agevolano di molto, insieme alle maniglie interne appositamente posizionate, l’accesso all’abitacolo.

Il sedile del posto di guida è dotato degli abituali comandi per avanzarlo e arretrarlo, alzarlo e azionare il supporto lombare, tutto splendidamente manuale!

Ma una ragione c’è. ed è ovvia: la nuova Wrangler ha il pavimento lavabile ed ha una capacità di guado di circa un metro: vi immaginate che pasticcio all’impianto se i comandi del sedile fossero dotati di motori elettrici? Io non voglio pensarci…

Gli interni dell’esemplare in prova sono ricoperti in robusto cuoio beige, e offrono cinque  posti e un bel bagagliaio, al quale si accede aprendo la consueta sponda posteriore che alloggia anche la ruota di scorta; manca una copertura di serie del vano bagagli, per tenere i propri oggetti lontano da sguardi rapaci.

Consueta la dotazione dello schermo U-Connect da 8” che permette di abbinare il telefono via “bluetooth” (quasi sempre…) e connessioni per Apple e Android, nonché la disponibilità di tre gamme d’onda: FM, AM e DAB, anche se le emittenti in digitale sono ancora poche.

Da ricordare che il vetro posteriore, sollevabile e guidato da due pistoni idraulici, va riposizionato al suo posto prima di chiudere la sponda, pena il suo urto contro il rivestimento di plastica rigida della ruota di scorta e la sua conseguente e inevitabile rottura.

La visibilità dal posto di guida è eccellente in tutte le direzioni, un po’ di disagio lo danno i montanti del parabrezza, abbattibile, accoppiati al roll-bar integrale.

Splendido il tetto apribile integrale in tela, azionato elettricamente, rende l’abitacolo luminoso e permette di apprezzare panorami montani nel caldo e confort della vettura; forse un rivestimento interno sarebbe stato gradito.

L’avviamento è come ormai di consueto a pulsante, il motore, nella nostra prova, il 2.2 turbo diesel da 200 hp (!!!), leggermente rumoroso a freddo al minimo, rumorosità che si attenua quando entra in temperatura.

Questo motore diesel ha una certa esitazione da fermo in accelerazione,  e in ripresa, premendo a fondo il pedale dell’acceleratore, nonostante la turbina a geometria variabile l’erogazione di potenza non risulta immediata.

Questa caratteristica è ovviamente piuttosto evidente nell’uso stradale, nel fuoristrada risulterà meno fastidiosa, anche se 200 hp non sono proprio tantissimi per portare in giro 2.160 kg a vuoto: me la immagino su un passo di montagna con quattro occupanti a bordo, i bagagli e gli sci: direi che ha vinto il partito delle tasse…

Il cambio, a otto marce, è certamente stato pensato per tenere il motore sempre nel suo “range” di potenza, cambio identico anche nella versione a benzina, che perde il V6 3.5 da 285 hp per un inedito 2.0 L Turbo da 270 hp: le tasse, il superbollo…

Su strada la nostra Sahara, la versione più lussuosa e “stradale”, si muove agile e sicura, ricordiamo comunque che è un “vero” fuoristrada, con un robusto telaio a longheroni su cui poggia la carrozzeria, e devo dire che l’ho trovata rapida nei cambi di direzione, insperabilmente, viste le caratteristiche da “off-road”.

La versione in prova, come già detto, montava pneumatici semi-stradali, certamente più diretti nella risposta.

In città si districa ottimamente nel traffico insidioso delle “sardomobili” (Eh, chi si ricorda lo slogan?) degli invidiosetti coi loro volantini, e specialmente agli incroci ben difficilmente ho incontrato il furbetto dello stop saltato, complice l’imponente frontale, la massa e il colore, un bellissimo grigio canna di fucile metallizzato.

Durette le sospensioni su percorsi cittadini con qualche buca e il nostro amato pavè.

Provata in un percorso sterrato, assorbe molto bene le asperità, non risulta imbarazzata, ripeto con pneumatici non fuoristrada, anche in percorsi con sabbia o fango, avendo cura di inserire le quattro motrici e il riduttore; questo sempre di facile azionamento, un po’ più ostico nella manovra di disinserimento.

Jeep-Wrangler-dash-comp-04-2019

Il consumo si è mantenuto su una media di 10 litri x 100 km, tutto sommato accettabile vista dimensione e massa.

Insomma un’ottima vettura, unica nel suo genere e per questo, forse, non proprio abbordabile, stante la concorrenza a zero: l’esemplare della prova ha un prezzo di circa € 58.000 euro.

*www.americanautoitalia.blogspot.com

 

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