Hyundai Nexo, elettriche alla prova dell’artico

 di Piero Evangelisti

 Batterie e temperature rigide non sono mai andate d’accordo. Eppure, per esempio, il Paese dove le auto elettriche sono le più diffuse è la Norvegia. Ma le temperature invernali di Oslo o Bergen non sono comparabili a quelle che si raggiungono intorno al Circolo Polare Artico dove Hyundai, nel suo Mobis Proving Ground, nella Lapponia svedese, ha voluto mettere alla prova sia Kona Electric sia Nexo (dotata di tecnologia fuel cell a idrogeno). Il gelo – fino a -35° – può influire negativamente su molte funzioni dei veicoli elettrificati: l’avviamento, il controllo termico del powertrain elettrico, il riscaldamento e la ventilazione e, di conseguenza, l’autonomia.

L’idrogeno non dà problemi

Il primo modello Hyundai a idrogeno, realizzato sulla base della ix35, era in grado di avviarsi a temperature comprese fra -10° e -20°. Su Nexo debutta una tecnologia che riscalda la pila a celle a combustibile se la temperatura esterna scende sotto lo zero. Grazie a questa gestione termica intelligente, il nuovo Suv coreano è in grado di avviarsi anche quando il termometro scende a -30°, prestazione equiparabile a quella dei veicoli con motore termico. Scompare il rischio di congelamento dell’idrogeno all’interno delle fuel cell grazie a un sistema che, al momento dello spegnimento del motore, provvede a rimuovere l’acqua prima che questa possa gelare. Complesse le tecnologie adottate su Kona Electric per conservarne l’efficienza anche alle bassissime temperature, operando con pompe di calore che sfruttano quello dissipato ed emesso dai componenti elettrici.

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