Fit for 55: non si consegni l’Ue alla Cina

di Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia (PPE)

La decarbonizzazione nei trasporti in Europa dev’essere “graduale” e non può prescindere dall’analisi dell’impatto sulle aziende dell’automotive, dato che puntare tutto sull’elettrico rischia di consegnare l’Ue alla Cina, maggior produttore mondiale di batterie. Serve una strategia europea industriale e dei trasporti per non passare da una parziale dipendenza dell’Ue dal gas russo a una quasi completa dipendenza dalle batterie cinesi.

La messa al bando dei motori a combustione interna dal 2035 equivale a puntare tutto sull’auto elettrica, consegnando di fatto la filiera europea dell’automotive alla dipendenza dalla Cina, che produce l’80% delle batterie mondiali. Anche dando il massimo sostegno ai progetti delle nuove gigafactory europee, secondo stime della Commissione si arriverebbe nel 2035 a coprire in modo autonomo solo il 7% del fabbisogno Ue di batterie.

L’abbandono dei combustibili fossili e la decarbonizzazione devono avvenire in modo graduale, accompagnando la transizione verde e valutando progressivamente l’impatto dei target sulle imprese. Il PPE chiede di procedere con la “neutralità tecnologica, includendo nel pacchetto climatico anche gli investimenti nei combustibili alternativi. Chiediamo che venga adottato un approccio “life cycle”, che tenga conto delle emissioni CO2 dell’intero ciclo di vita del veicolo, facendo nel 2028 una valutazione di impatto intermedia per decidere il mix energetico più adatto e rivedere tempi e modi dell’eventuale dell’eventuale stop ai motori a combustione interna.

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