Decreto Imprese: ultima spiaggia per il mercato auto

 

L’attenzione delle associazioni della filiera (Anfia, Unrae, Federauto, ma anche Aniasa e AsConAuto) è tutta incentrata sul prossimo Decreto Imprese (o Sostegni bis) che approderà nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri. Tra i vari provvedimenti attesi c’è il rifinanziamento degli incentivi alle auto, quelli che riguardano la fascia con emissioni comprese tra 61 e 135 grammi per chilometro di CO2. In pratica, i modelli più richiesti dal pubblico e che costituiscono il mercato (ben un terzo delle vendite incentivate nei primi tre mesi dell’anno).

 

I precedenti bonus (250 milioni) sono andati esauriti anzitempo, come anche i pochi milioni (13 su 76) immessi nelle scorse settimane per “rimpinguare” il mercato. Poco o nulla: l’iniezione di questi “spiccioli” si è pure volatilizzata in due o tre giorni.

 

Ora, però, si deve fare sul serio, lasciando perdere ideologie e fissazioni. Se si vuole veramente “pulire” l’ambiente è necessario partire dallo svecchiamento del parco circolante, altrimenti è inutile continuare a lamentarsi e sognare un mondo “green”.

 

Va bene potenziare l’elettrico con tutte le sue infrastrutture, ma parallelamente è necessario togliere dalle strade i veicoli più vecchi – pericolosi e inquinanti – attraverso l’immissione di mezzi con motori di ultima generazione, non esclusivamente “full electric” come invece si cerca di fare. Una forzatura ancora lontana dagli obiettivi prefissati.

 

I propulsori a benzina e Diesel Euro 6 degli ultimi tempi hanno praticamente abbattuto gli inquinanti e ridotto notevolmente le emissioni climalteranti (ma non se parla). E poi ci sono le unità a metano, biometano e Gpl. Per non parlare dei motori ibridi senza la spina. Insomma. si sostenga a il mercato che conta e, allo stesso tempo, l’occupazione e il business di un settore che ripaga puntualmente in entrate Iva i sostegni di cui beneficia.

 

 

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