Autotrasporto: accise giù o sarà la fine

di Cinzia Franchini, portavoce di Ruote Libere

Il costo del gasolio in Italia ha superato i due euro al litro, siamo di fronte all’abbattimento di una soglia non solo psicologica, ma che ha riflessi devastanti per la vita delle imprese. E in particolare delle imprese di autotrasporto. Non solo, inizia a emergere con preoccupante evidenza un concreto rischio di carenza di carburante, scenario sconvolgente, rappresentato quest’oggi a diversi associati di Ruote Libere in diverse località di Italia.

Chiediamo ancora una volta al ministro Enrico Giovannini un intervento urgente per mettere un freno a questa corsa senza fine del prezzo dei carburanti. Una escalation che sta causando effetti devastanti sulle aziende di autotrasporto. I rischi sono diversi: dal blocco della merce causato dal fermo tecnico degli autotrasportatori non più in grado materialmente di mettere in moto i propri autocarri, alla chiusura di migliaia di imprese, piccole e grandi, ugualmente accomunate dalla insostenibilità della situazione venutasi a creare.

Parallelamente si apre un pericolosissimo orizzonte economico, una sorta di discount delle imprese di autotrasporto in ginocchio e aggredibili dalla malavita organizzata. Continuiamo a ribadire con forza ciò che chiediamo da mesi: occorre abbassare subito il peso delle tasse sul gasolio; un “prezzo politico del carburante” con la riduzione delle accise. La nostra richiesta da tempo avanzata, oggi viene sottoscritta anche da quelle associazioni che poco tempo fa avevano espresso soddisfazione per  l’accordo sottoscritto con la viceministra Teresa Bellanova. Un accordo da 80 milioni, in termini di crediti di imposta e interventi sui pedaggi, del tutto inutile: oggi tutti lo vedono. Meglio tardi che mai, ma ora è tempo di pretendere interventi veri. L’alternativa il definitivo colpo di grazia di un settore che ancor oggi vale diversi punti del Pil italiano e sul quale si regge l’economia stessa del Paese.

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