Auto elettrica e inverno: ecco la realtà

di Pierluigi Bonora

Oggi nevica di brutto, e non sarà l’unica volta per questo inverno e per i prossimi. E se fossi in giro con un’auto elettrica bisognosa di energia? E se, cosa molto probabile, non trovassi una colonnina di ricarica di tipo “Ultra Fast”, cioè rapida? In quel caso, mi troverei in forte difficoltà per il freddo, la perdita di tempo e l’oscurità in agguato con la macchina sempre più preda della neve e del ghiaccio.

E se la colonnina in questione fosse inutilizzabile perché, mettiamo il caso, guasta sempre per il freddo? E se ci fossero altre vetture agganciate chissà da quanto tempo? Può capitare.

Situazione complicata anche nel caso la colonnina normale funzionasse: attendere per ore il pieno di corrente sarebbe un problema e una vera rottura, anche rifugiandosi a bere non so quanti caffè nel bar o nel supermercato più vicino. E perché, poi, si continuano a fare esempi tipo, “un caffè e tutto è fatto… “, “un giro di shopping al centro commerciale vicino… ”, ecc. Come se non si avesse altro da fare, se non passeggiare contro voglia per negozi solo per passare il tempo della ricarica.

Insomma, anche se in possesso di una bella macchina “premium” tutta elettrica, rimpiangerei il classico self-service dove, in pochi minuti, riempi il serbatoio. E se ci fossero dei problemi, fatti pochi chilometri ne troverei un altro e via di seguito.

Quindi, a questo punto, se proprio potessi, dovessi o fossi obbligato: sempre meglio una vettura ibrida plug-in (anche se bevicchia non poco) e il cavo nel baule… lo lascerei nell’involucro il più possibile(come fa la maggioranza delle persone che ha acquistato questo tipo di macchina, tra l’altro piuttosto costosa, che non ha il garage con wall box e non dispone di colonnine sotto casa).

Insomma, va bene tutto. Ma la praticità, la semplicità e la velocità di utilizzo da parte delle famiglie e delle persone che fanno parte di un mondo normale, non devono essere messe in discussione. E il problema del clima? Non esiste solo l’opzione elettrica con tutti i rischi e le incognite che si porta dietro. Ma si guardi oltre, tenendo in disparte interessi politici e geopolitici, lobbistici e demagogie varie.Le soluzioni “green” disponibili (elettrico compreso) sono anche altre.

10 Comments

  1. LUCATRAMIL says:

    Finalmente si comincia a parlar chiaro.
    Indagate anche sulla possibilità che tutti i proprietari di box installino al wall box e succhino contemporaneamente il 2pieno”. e che lo facciano tutti i condomini di una via, e di una città.
    In occasione dei preliminari del 110% abbiamo chiesto l’installazione di colonnine, ma, in sostanza, ci hanno detto che oltre due (diconsi 2) è improbabile che la rete regga. (senza contare che forse si dovranno portare i singoli contatori da 3 a 6kW).
    Sì al green ma con cautela, senza imposizioni gretine.

  2. Arcangeli Alberto says:

    Infatti l’unica soluzione razionale è la vettura fuell-cell IDROGENO.

  3. mora says:

    W il diesel,insostituibile! Se i gretini vogliono l’elettrico,facciano pure,si divertano pure alla Tafazzi,ma lascino gli altri regolarsi come meglio credono.I nuovi diesel sono una meraviglia e potrebbero migliorare ancora.E’ da criminalie da stupidi costringere all’elettrico!

  4. Claudio says:

    Non dico che l’elettrico sia la soluzione per tutti, anzi se non si ha un box in cui ricaricarla sarebbe un incubo, ed anche la forzatura ad accelerare il processo è folle.

    Detto questo, se contiamo i “se” dell’articolo finiamo nel ridicolo, statistico e potrei dire al contrario per un’auto a combustione: e se rimanessi senza benzina in mezzo al nulla o i autostrada ed non andassero le pompe per un guasto, o e se avessi un problema al motore (cosa molto molto più probabile in un’auto normale).

    Ad ogni modo se vuoi viaggiare in elettrico al momento c’è solo una rete capillare ed afficiente, per ora chiusa alle auto del marchio (fortunatamente dico io da possessore), ma che forse apriranno a tutti.

    Per le ibride, più o meno plug-in, concordo sulla loro inutilità, costi e manutenzione più alti per nulla e poi sarei curioso di sapere che valore avranno sul mercato dell’usato diciamo fra 5 anni.

  5. andrea says:

    Le auto elettriche per il momento sono un vero pacco, praticamente utilizzabili, con fatica, soltanto in città. Se mi regalassero un Tesla, sinceramente non saprei cosa farmene. Come faccio a fare un week end in montagna prevedendo 600 km? Un vero incubo.

  6. Gabriele Besia says:

    Nessuno ha ancora detto quanto costa un pieno e quanti chilometri di autonomia. E la corrente elettrica si produce ancora con carbone, quindi piu’ elettricita’, piu’ carbone di brucia e piu’ inquinamento, con i gretini felici per la svolta verde. Chi abbiamo in Europa?

  7. Fernando says:

    Concordo con il sig. Bonora.Posseggo un’ibrida Prius Toyota.Non all’altezza delle aspettative perchè colpito dalla pubblicità occulta che ci viene propinata.La benzina è costosa ed ho dovuto ricorrere al gpl,Spesa 1000 euro. Con il veleggiamento consuma poco(80 km orari) ;ma se dovessi fare una guida leggermente più veloce il confronto con una Panda (1992) gpl 750 fire sarebbe umiliante per i consumi (posseggo anche questa vettura).Per recarmi a Napoli preferisco l’utilitaria ,in autostrada , 120 KM (ho messo uno spinterogeno elettronico) i consumi sono decisamente più bassi.Morale le sospensioni carenti della Toyota sulle ruote a 130 KM orari sono rumorosi sull’asfalto.Morale Meglio non spendere 30mila euro e passa .Probabilmente mi sarei indirizzato su una Mercedes classe C A BENZINA 6 MARCIE CON GPL . I consumi di queste vetture sono più bassi d’una ibrida.

  8. cecco61 says:

    L’auto full electric è solo uno sfizio per qualche imbecille o radical chic che, di auto, ne ha almeno altre due tradizionali. Sembra di ricordare Madonna che, anni fa, faceva la prima della classe dopo aver acquistato la Toyota Prius, mai usata neppure una volta muovendosi solo con limousine e autista. In compenso, quando si sposta anche per pochi giorni, si porta dietro uno staff di persone per lo più inutili tanto da riempire un intero aereo di linea.

  9. vittorio says:

    Quanta ignoranza ancora:
    – La plug-in costa di più certo, ma non è vero che “bevicchia di più”, è vero il contrario (specie se la si usa in città). Se non hai intenzione di usarla il più possibile in modalità elettrica chiediti perché te la sei comprata.
    – Non esiste solo l’opzione elettrica? E quale altra esiste (non diciamo l’idrogeno, per favore)?
    -in Italia la produzione di elettricità da carbone è pressoché zero, da rinnovabile 42,3% (anno 2019 – fonte TERNA)
    – Per caricare una plug-in a casa (ma anche una BEV, considerato che normalmente si deve solo ripristinare il consumo giornaliero casa-lavoro) non serve necessariamente una wall-box ma una normale presa schuko. Si programma per iniziare la carica nel profondo della notte quando tutti fanno la nanna e la mattina la si trova pronta.
    – Durante la notte la domanda di energia sulla rete è circa la metà di quella diurna, per cui non ci sono problemi di produzione.
    – Il costo di un kWh è mediamente inferiore a 0,20 euro, quindi facendo due conti l’auto elettrica (se ricaricata a casa) è molto più conveniente rispetto ad una a benzina e anche diesel nell’uso normale.
    – Gli “Imbecilli radical chic” che comprano elettrico in Europa cominciano ad essere tanti, il 23% nel mese di Ottobre 2021 (media europea), in Italia siamo più intelligenti (8,7%).
    Ognuno ha il diritto di avere le sue opinioni e non voglio fare l’esaltazione dell’auto elettrica, però evitiamo di scrivere cose totalmente inventate solo perché sentite al social-bar.

    1. Redazione says:

      Grazie per la precisazione, ma guidando io un Suv plug-in, noto che i consumi non sono così parchi.

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