Giacomo Mori, managing director di AlixPartners

AlixPartners: l’elettrificazione comincia a concretizzarsi. Ma…

Il 2016, con i maggiori profitti registrati negli ultimi dieci anni, ha rappresentato un record quasi assoluto per gli OEM (i produttori) a livello globale, sia in termini di volumi che in termini di ricavi e utili. Gli OEM hanno continuato a concentrarsi sulla riduzione dei costi con un focus particolare sulla produttività della forza lavoro: negli ultimi 5 anni il numero di dipendenti necessari per produrre 1.000 veicoli si è ridotto a 45 unità, con un miglioramento del 6%.
Solo lo scorso anno, questi risparmi  hanno permesso di finanziare oltre 180 miliardi di investimenti in ricerca e sviluppo e in conto capitale, ovvero circa €4.500-5.000 per veicolo nella categoria premium e €2.000-2.500 nella categoria mass market. Una proporzione significativa di questi investimenti è legata alla cosiddetta area CASE (Connected, Autonomous, Shared and Electrified, ovvero auto Connessa, Autonoma, Condivisa e Elettrificata).
Giacomo Mori, Managing Director Automotive in AlixPartners commenta: “La fine del motore a combustione interna sta diventando realtà, con l’annuncio di Volvo che entro due anni tutti i nuovi modelli saranno elettrici o ibridi e la decisione del governo francese di bandire i veicoli e combustione interna dal 2040. Entrambi questi sviluppi arrivano a conclusione di un anno estremamente positivo per gli OEM. Anche se molti produttori sono riusciti a finanziare gli investimenti a breve termine in ricerca e sviluppo e in conto capitale attraverso una maggiore efficienza, questo non è sostenibile nel lungo periodo senza un profondo cambiamento nella struttura produttiva, soprattutto considerando che gli investimenti necessari per rimanere competitivi sono in continua crescita. La maggiore efficienza sta solo posticipando l’inevitabile ondata di consolidamento necessaria per mantenere la competitività nel settore”.
Investimenti e accordi
Per gli investimenti nell’area CASE, gli OEM hanno dovuto allargare i loro orizzonti, con la creazione di 156 nuove partnership specificatamente legate a quest’area, su un totale di 266 realizzate nel 2016. Circa il 75% di tutte le partnership CASE riguardano aziende al di fuori dell’area automotive e AlixPartners si attende che questo trend continui a crescere nei prossimi anni.
Le  operazioni di M&A nell’industria automotive continuano a essere dominate da investitori asiatici con un maggior focus su target domestici, con il 31% dei €41 miliardi totali diretti verso l’Asia rispetto all’8% nel 2014. Mentre i target statunitensi hanno perso attrattività per gli investitori, l’Europa è rimasta un mercato importante.
Mori prosegue: “Il settore automotive continuerà a rimanere attraente per gli investitori, specialmente in riferimento all’area CASE che rimarrà il driver principale dell’attività M&A”.
Trasformazione in corso
L’ascesa delle tecnologie di elettrificazione continua a guidare la profonda trasformazione della propulsione automotive a danno dei motori a combustione interna  la cui quota di mercato è in fase di contrazione – entro il 2030, a seguito di una continua crescita, le auto ibride ed elettriche rappresenteranno oltre il 65% di tutti i nuovi veicoli venduti. Anche se le proiezioni per il 2025 e 2030 non sono cambiate significativamente rispetto allo scorso anno, le opportunità e le sfide per il settore sono diventate molto più chiare.
Mentre la forza lavoro richiesta per la produzione di batterie e motori elettrici è molto minore rispetto ai motori tradizionali, i motori ibridi necessitano in media di 9 ore di manodopera per autoveicolo per l’assemblaggio, il 50% in più rispetto ad un motore tradizionale. Secondo le proiezioni di AlixPartners ciò determinerà una crescita del 22%% della forza lavoro in Europa con la creazione di 25.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030 per rispondere alla forte domanda di veicoli ibridi.
Problemi in agguato
Secondo AlixPartners a partire dal 2030, quando l’elettrificazione andrà diffondendosi in modo massivo, ci sarà una significativa inversione di tendenza con la riduzione dei posti di lavoro creati nel decennio precedente. Senza una forte presenza in Europa di fabbriche di motori elettrici e relativi componenti, il crollo dell’occupazione sarà elevato – raggiungendo livelli potenzialmente ben al di sotto dei 110.000 posti di lavoro oggi impiegati dagli OEM nell’assemblaggio di motori e trasmissioni.
Le vendite di veicoli elettrici stanno iniziando a prendere quota – nel quarto trimestre 2016 sono stati venduti a livello globale 252.000 veicoli elettrici (EV) e ibridi plug-in (PHEV), con una crescita del 168% rispetto al primo trimestre 2015. A oggi le vendite di EV e PHEV rappresentano oltre l’1% del totale rispetto allo 0.4% di due anni fa. Inoltre l’autonomia media dei veicoli EV è cresciuta da 169 km a 181 km durante lo stesso periodo. In particolare la Cina sta trainando il mercato con oltre il 50% dei chilometri totali percorsi grazie all’elevato numero di EV offerti dagli OEM locali sul mercato cinese.
Dario Duse, Managing Director Automotive in AlixPartners, conclude: “Lo scorso anno abbiamo predetto la ‘morte del diesel’, ma nel medio termine le prospettive del settore sono tutt’altro che negative. Di fondamentale importanza saranno la condivisione degli investimenti nell’area CASE così come l’adozione di una strategia produttiva flessibile che consenta di utilizzare gli investimenti nel powertrain, nel medio periodo, per rispondere alla domanda di motori ibridi, potendoli poi riconvertire quando i veicoli elettrici puri saranno predominanti”.

 

2 Comments

  1. Gabriele Bordon says:

    Una ben articolata analisi, peccato che sia totalmente svincolata dal fattore sviluppo infrastrutturale dell’elettrificazione. O come tale appare.

  2. AB says:

    Lo sviluppo infrastrutturale dell’elettrificazione é uno dei capitoli dello studio

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