Zero strategie politiche per rilanciare il settore

di Adolfo De Stefani Cosentino*

Non facciamoci ingannare dal risultato positivo del mese appena trascorso, in quanto il confronto avviene con un mese dello scorso anno in cui il mercato era crollato del -25% a causa delle problematiche connesse all’entrata in vigore delle nuove norme di omologazione WLTP. Va, comunque, segnalato che sulla performance del mese hanno pesato anche le auto-immatricolazioni delle reti di vendita legate ai premi di chiusura del terzo trimestre e la spinta del canale del noleggio a lungo termine.

Quello che preoccupa è l’assenza, fino a oggi, di una chiara strategia politica che prenda in considerazione i vari fattori connessi al ciclo economico, industriale e del mercato auto per realizzare, attraverso delle riforme ben congegnate, una leva di crescita importante per il Paese e per la difesa dell’ambiente.

Il tema della mobilità sostenibile e del rinnovo del parco auto va affrontato in modo strutturato a livello nazionale e senza demagogia. Assistiamo, invece, al continuo attacco ai motori diesel, ritenuti responsabili della cattiva qualità dell’aria delle nostre città, soprattutto da parte di molte amministrazioni locali che, in nome della salvaguardia ambientale, ne stabiliscono il progressivo blocco alla circolazione.

La contrazione delle auto diesel di ultima generazione sta determinando, al contrario, un aumento della CO2, per effetto dei motori benzina che sono in costante crescita e di un ritmo di rinnovo del parco auto più anziano e inquinante che è troppo lento, senza lo spostamento significativo della domanda di auto verso sistemi di alimentazione ‘green”.

*Presidente di Federauto 

 

1 Comments

  1. maximilien1791 says:

    E dove sono le prove dell’affermazione:
    “aumento della CO2, per effetto dei motori benzina che sono in costante crescita ” ?

    Voi di Federauto vorreste delle rottamazioni di massa pagate dalla spesa pubblica e lanciate strali sul “parco auto più vecchio di Europa” dimenticando di dire che costruire un auto nuova provoca un eneorme consumo di risorse e genera molto inquinamento , molto di più di un auto magari vecchia di 20 anni ma che percorre poche miliaia di Km all’anno.

    Eh si cari furbacchioni, non conta solo la classe Euro , conta anche quanti Km si percorrono con la nuova auto “green” che “green” non lo è mai completamente perché polvere di pneumatico e di pastiglie freni anche quelle elettriche 100% lo generano.

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