Sorpresa d’aprile per il mercato italiano

di Gian Primo Quagliano*

In aprile sono state immatricolate in Italia 171.379 autovetture. Rispetto allo stesso mese del 2017 la crescita è del 6,47%. Si tratta di un risultato in larga misura sorprendente perché sulla propensione all’acquisto di automobili nell’aprile scorso hanno influito diversi fattori negativi. In primo luogo il calendario. Le giornate lavorate “teoriche” nell’aprile scorso sono state una in più che nell’aprile 2017, ma la possibilità di “ponti” nell’ultima parte del mese ha certamente influito negativamente sulle giornate lavorate effettive. A ciò si aggiungono un clima politico che non favorisce certo la propensione all’acquisto di beni di consumo durevoli come l’automobile, il rallentamento nella crescita del Pil, che emerge dall’ultimo indice Istat, e un clima di fiducia di consumatori e imprese altalenante, ma tendenzialmente in calo.

Tra conferme e qualche timore

Nonostante tutto questo, i risultati di aprile e del periodo gennaio-aprile 2017 confermano che il mercato italiano dell’automobile, coerentemente con l’andamento delle immatricolazioni in quasi tutti i Paesi del mondo, poggia su una domanda sostanzialmente solida. Tra l’altro, nei dati di aprile va segnalato un buon incremento delle vendite ai privati, mentre, proprio tra i privati, comincia a diffondersi il noleggio a lungo termine e dall’inchiesta congiunturale condotta a fine aprile dal Centro Studi Promotor emerge che l’86% dei concessionari pensano che questa formula avrà crescente fortuna nel prossimo futuro. I concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor sono comunque cauti sulle prospettive a breve termine. Coloro che prevedono a tre/quattro mesi domanda stabile o ancora in crescita prevalgono soltanto in lievissima misura (51%) su coloro che invece si attendono una fase di rallentamento delle immatricolazioni (49%).

Ma resta la fiducia

Sulle reti di distribuzione pesa ancora un notevole numero di vetture “usate a chilometri zero” da smaltire, vetture, la cui vendita non inciderà sulle immatricolazioni in quanto darà luogo soltanto a passaggi di proprietà di vetture già immatricolate. Anche per questo motivo, alcune Case hanno rallentato (o sospeso) la pratica dei “chilometri zero” che comunque ha ancora un ruolo importante. Dopo le crescite del 2015 (+16%), del 2016 (+16%) e del 2017 (+8%), la domanda si sta consolidando sui valori raggiunti per proseguire poi nel 2019 il percorso di recupero verso i livelli ante-crisi.

*Presidente del Centro studi Promotor

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