Le strade non sono piste da gara. Sì al rispetto, no alle pieghe

di Federico Falsini

Il piacere su strada. Con lʼestate ormai ufficializzata, le strade sono sempre più popolate da motociclisti. È il momento migliore per godersi il panorama a cavallo della propria amata. Ma sto incontrando sempre più troppi “piloti mancati della domenica”. Non voglio fare il moralista – anziano. Non voglio neanche essere ipocrita: a 20 anni a 40 km/h non ci andavo neanche parcheggiando.

Ma le strade sono cambiate e il traffico è cambiato (in peggio). Oggi mi ritrovo a godermi la mia moto ad andatura da passeggio e non perché mi sono rimbambito, sono semplicemente cambiato e cerco di apprezzare la guida a una andatura tranquilla. E vi assicuro che ci godiamo la nostra piccola allo stesso modo. I centauri che vedo indossare tute professionali (e fanno bene ci mancherebbe) in genere mi accendono il “radar”: in molti, troppi, casi li vedo fare curve con il ginocchio che sfiora il selciato su percorsi tortuosi estremamente pericolosi. Magari conoscono la strada a memoria? Può essere, ma non possono prevedere chi troveranno sulla propria e sulla corsia opposta. Ripeto, il mio non vuole essere un pedante rimprovero da maestro elementare, ma ricordate di avere rispetto verso gli altri motociclisti (e non) come della propria persona.

Ci si vuole sfogare? Andate in pista. Come dite? I prezzi dei circuiti sono troppo cari? Credetemi, in caso di caduta (facciamo le corna) sarà più economico cambiare una carenatura piuttosto di un telaio piegato su un guardrail (che ahimè continuano a essere numerosi). Pertanto, buona strada a tutti ma nel rispetto del prossimo, e magari se proprio dobbiamo parlare di “gara di strada” che si faccia davanti alla più bella bistecca a una tavolata di amici motociclisti.

 

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