Le 4 fasi del motore: metafora della vita

di Federico Falsini

Sarà il pensiero per il futuro, quando il borbottio di un motore a scoppio diverrà solo un dolce ricordo. Sarà che ogni tanto mi prendono queste riflessioni sulla vita con illuminazioni zen. O, più semplicemente, il torrenziale caldo estivo non aiuta le funzionalità dei neuroni. Comunque, ho immaginato quante similitudini ci sono tra il completo ciclo di un motore endotermico con il percorso intrapreso da una persona, dalla nascita in poi. Pertanto vorrei esporre questa mia bizzarra quanto leggera analogia per ogni fase del ciclo Otto.

1a fase – Aspirazione

Quando tutto ha inizio: il pistone scende fino al PMI (punto morto inferiore) e nel cilindro viene aspirata appunto la miscela aria-benzina necessaria per le alesi successive. Questo momento lo associo alla nascita e ai primi anni di vita, tutto è una novità e ogni individuo assimila (aspira) le nuove informazioni come una spugna, “cibo” per la mente che formerà anche il carattere. In entrambi i casi, migliore sarà il “carburante” (combustibile per il motore e le nozioni per il cervello) migliore sarà il risultato finale!

2a fase – Compressione

Lo stantuffo adesso sale fino al PMS (punto morto superiore) comprimendo il volume al massimo possibile per massimizzare la trasformazione dell’energia. È l’adolescenza, quando sull’ onda delle conoscenze acquisite viene messa in pratica la teoria. Con la consapevolezza che da un momento all’altro verrà il “gran botto”.

3a fase – Scoppio

La fase culminante, quando la miscela compressa allo scocco della scintilla scatenerà la massima energia trasferendo con violenza una forte spinta al pistone. È il picco del ciclo, l’istante durante il quale si è ottenuto ciò che era nei propositi, ovvero fare girare il motore da sé. La immagino come gli anni forse migliori, quelli dove l’esperienza maturata insieme all’entusiasmo genera i frutti sperati nei rapporti personali come nel lavoro. Un po’ come lo sprint finale in una corsa

4a fase – Scarico

La fine del lavoro. I gas prodotti vanno espulsi affinché si possa ricominciare da capo. Il meritato “riposo” per il pistone in virtù del grosso colpo ricevuto dallo scoppio… Un po’ come la nostra “pensione”. Quello che si doveva fare si è fatto e ci godiamo i frutti degli sforzi precedenti. Certo, a differenza del motore non si riparte da capo, almeno carnalmente. Ma sicuramente lo spirito si rigenera di anno in anno.
Vedo purtroppo che sono stato rapito nuovamente dal sentimento zen, quindi chiudo qui. E per scrupolo provo a mettere il condizionatore d’ aria al massimo.

 

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