L’auto si dibatte tra incertezze, stagnazione e confusione

di Adolfo De Stefani Cosentino*

Nella perfetta parità di giorni lavorativi rispetto a maggio dello scorso anno, registriamo una flessione delle immatricolazioni leggermente superiore al punto percentuale, grazie al notevolissimo contributo del noleggio e all’apporto delle auto-immatricolazioni delle concessionarie.

Salvo il piccolo aumento registrato ad aprile per effetto del giorno lavorativo in più, il dato di maggio ritorna in linea con i dati negativi registrati nel primo trimestre dell’anno, confermando la debole dinamica del mercato del tutto coerente con una situazione economica di stagnazione. Per quanto riguarda il significativo calo delle immatricolazioni a privati, sul risultato è plausibile che abbiano pesato l’incertezza determinata dal periodo pre-elettorale, i dati economici complessivi del Paese che vedono il Pil in diminuzione dello 0,1% su base annua e lo stato di oggettiva confusione della clientela nella scelta della motorizzazione più adatta alle proprie esigenze di mobilità, influenzata dai messaggi contrastanti”.

A nostro avviso, alle preoccupazioni per il quadro macro economico, in particolare in termini di impatto sulle aziende concessionarie con maggiori costi per l’accesso al credito e cali ulteriori della domanda, si sommano quelle per la confusa fase che attraversa la politica governativa da cui desidereremmo avere risposte concrete e non nuove complicazioni. Valga l’esempio della introduzione nel nostro Paese dell’obbligo di dotare i veicoli nuovi di apparati Radio Dab, con la discutibile proposta di estendere tale obbligo ai veicoli commerciali e industriali, senza che questo sia previsto dalla normativa europea di riferimento.

*Presidente di Federauto

 

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