Roberto Russo, ad di Assiteca SIM

Fca, Ferrari e l’auto nel 2017. Il punto di Roberto Russo (Assiteca SIM)

Il piano industriale triennale di Fca prevede che la società, alla fine del 2018, realizzi un fatturato di 132 miliardi di euro, un utile netto di 5 miliardi e che abbia infine una posizione finanziaria netta positiva. “Dopo un fantastico 2016, nel corso del quale il management ha rivisto al rialzo le stime di crescita, ipotizzando un utile netto superiore a 2,3 miliardi di euro, il 2017, dunque, rappresenta un anno decisivo in quanto la società dovrà creare le premesse per confermare gli ambiziosi obiettivi del suddetto piano» spiega Roberto Russo, amministratore delegato di Assiteca SIM. Il mercato Usa, che rappresenta per il gruppo il 63% del totale in termini di fatturato e l’85% del totale in termini di utile operativo, sarà favorevolmente influenzato dall’esecuzione del programma elettorale del nuovo presidente Donald Trump, basato su una forte riduzione della pressione fiscale e una minore regolamentazione del settore auto. Resta inoltre aperta l’ipotesi di scorporo di Magneti Marelli, il cui valore è stimato in circa 3 miliardi di euro, pari al 20% della capitalizzazione del gruppo, a fronte di un utile operativo della società componentistica pari al 7,4% del totale. Oggi Fca, nonostante il forte rialzo degli ultimi tre mesi, presenta ancora multipli a sconto rispetto ai principali player statunitensi, grazie alle buone performance che sta realizzando anche nelle altre aree geografiche di riferimento, incluso il Brasile, segnalato in ripresa dopo due anni difficili. In ultima analisi, secondo Russo, dopo lo scorporo di Cnh, la fusione con Chrysler, il cambio di nome e di sede legale e fiscale, il debutto a Wall Street e, infine, lo scorporo di Ferrari, la ricerca di un partner industriale potrebbe rappresentare l’ultimo tassello del piano strategico di Sergio Marchionne che prevede che il gruppo, entro il 2018, rientri tra le prime cinque case automobilistiche al mondo in termini di unità prodotte.

Ferrari

L’ingresso in borsa del Cavallino rampante ha rappresentato l’occasione per tradurre il “mito Ferrari” in numeri, affiancando al giudizio qualitativo una valutazione quantitativa della società. “Partiamo da due numeri che, da soli, fanno riflettere sul vantaggio competitivo della Casa di Maranello: lo scorso anno 7.664 persone hanno acquistato una Ferrari e oltre 600.000 individui hanno seguito le gare di Formula 1 dal vivo o tramite Tv”, sottolinea in proposito Russo, amministratore delegato di Assiteca SIM. Lo scorso 7 novembre il management ha comunicato i risultati del terzo trimestre del 2016, in forte crescita rispetto all’esercizio precedente: ricavi +7,9%, margine operativo +10% e utile netto +20% (288 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016). La società, di fatto, decide ogni anno di quanto incrementare le vendite, senza mai eccedere nei numeri (nel 2017 si stima di vendere 8.000 vetture) per mantenere inalterato il concetto di bene di “super lusso” accessibile a pochi privilegiati. In tal modo, la programmazione della crescita avviene in largo anticipo e la società puntualmente supera i target economici prefissati dagli analisti anche grazie alla costante espansione del suo brand, testimoniata ad esempio dalla creazione di nuovi parchi tematici come il “Ferrari Land” inaugurato nel 2016 in Spagna e i nuovi negozi inaugurati la scorsa estate a Roma e a Macao. “Tra i principali eventi catalizzatori del 2017 segnaliamo la vendita del nuovo modello GTC4 Lusso (i cui margini in termini di redditività sono molto elevati), pianificata nel mese di marzo, con un focus maggiore in Cina e nei Paesi emergenti, nonché la fondata speranza che il Cavallino rampante possa tornare a vincere in Formula 1, fattore che da sempre ha rappresentato un ulteriore propulsore al successo commerciale del brand. Per i motivi sopra esposti, le prospettive borsistiche del titolo Ferrari nel 2017 sono dunque positive”, puntualizza infine Russo.

Il mercato

«Dopo il 2016, in cui abbiamo assistito a un rilevante incremento delle immatricolazioni del settore auto, il 2017 sarà un anno pieno di sfide e di opportunità per i principali player mondiali, i quali dovranno affrontare con maggiore attenzione temi quali l’automazione e l’avvento dei veicoli elettrici con l’autopilota» afferma l’amministratore delegato di Assiteca SIM, ricordando ricordando la forte ciclicità del settore e che le stime di crescita del Pil mondiale nel 2017 sono del 3,5% circa. All’interno delle varie regioni, i mercati emergenti faranno ancora la parte del leone; in particolare, si prevede una forte crescita dei volumi di auto vendute in India, dove si stima che il mercato raddoppi entro il 2021 e in Cina, dove il governo ha messo in atto un forte piano di incentivi fiscali per attrarre le Case automobilistiche estere. Per quanto riguarda l’Europa, il graduale trend di crescita iniziato dopo la crisi del 2008 favorito negli ultimi anni dai tassi d’interesse estremamente bassi e dal minor costo delle materie prime, dovrebbe proseguire anche nel 2017. Negli Stati Uniti, il 2016, come il 2015, è stato un anno record per l’industria automobilistica, con un consuntivo di 17,4 milioni di veicoli venduti. «Gli analisti stimano che il 2017 sia in linea con il biennio precedente, senza tuttavia considerare i potenziali effetti positivi derivanti della riforma fiscale promessa dal nuovo presidente Trump, nonché dalla maggiore stabilità dei prezzi delle materie prime», aggiunge Russo. Per quanto riguarda i paesi dell’America Latina, dopo un biennio di forte crisi, nel 2017 si prevede in Argentina e in Brasile il ritorno alla crescita su base annua. «All’interno di questo scenario globale positivo, il 2017 può rappresentare un anno chiave per favorire il consolidamento del settore automobilistico e la ripresa dell’attività di fusione e acquisizione che potrebbe vedere nel ruolo di predatori i principali player mondiali» conclude l’ad di AssIteca SIM.

Ennio Montagnani

 

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