Due ruote: colpo di mano sul Codice stradale

di Paolo Magri, presidente di Confindustria Ancma

Abbiamo appreso con sorpresa da fonti parlamentari del ritiro dell’emendamento al Decreto Rilancio, depositato dall’on. Luciano Nobili in fase di conversione e finalizzato a introdurre alcune importanti modifiche al Codice della strada: è una decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote.

Il dispositivo prevedeva importanti novità, tra cui l’introduzione della strada urbana ciclabile, del doppio senso ciclabile e la regolamentazione dell’accesso in autostrada di tricicli basculanti omologati L5e.

Queste misure sono destinate a favorire lo sviluppo di una mobilità urbana green e l’utilizzo di biciclette e motoveicoli a tutto vantaggio dell’ambiente e della sostenibilità.

In attesa di conoscere le motivazioni di questa decisione – che tanto più ci sorprende in quanto l’emendamento aveva ottenuto, a quanto ci risulta, il parere favorevole da parte del ministero dei Trasporti – non possiamo che appellarci al Governo e al Parlamento affinché ripropongano in Aula queste modifiche, consentendo al nostro Paese di fare un altro piccolo ma decisivo passo verso la mobilità del futuro.

5 responses to “Due ruote: colpo di mano sul Codice stradale”

  1. cecco61 says:

    Per fortuna. Si potrebbe far notare ai sostenitori di queste corbellerie che all’estero le biciclette rispettano il codice della strada in merito a semafori, precedenze, fanali e pure il divieto di scorrazzare nelle isole pedonali e sui marciapiedi., tanto per citare qualche esempio, mentre in Italia ciò non avviene. In alcuni Stati sono pure targate e hanno un’assicurazione per gli eventuali danni a terzi.
    Dalle mie parti i ciclisti in discesa a oltre 50 all’ora, senza mani e col cellulare in mano, mentre le auto viaggiano rispettando i limiti: 30 all’ora. Le sanzioni ovviamente solo agli automobilisti magari per pochi KM/h in più.
    Consentire a una massa di imbecilli di andare in contromano, in mezzo alla strada, e senza fari col buio è da delinquenti o da impresari di pompe funebri.
    Tra le varie richieste delle associazioni “green” c’erano pure le aree senza traffico attorno alle scuole per garantire la salute degli studenti come se non esistesse il vento e senza contare l’inquinamento che ne deriverebbe intasando il traffico nelle vie adiacenti.
    Solite prese di posizione di chi, muovendosi per lavoro o altro, deve fare al massimo qualche centinaio di metri.

  2. maximilien1791 says:

    E meno male che hanno ritirato l’ìnfausto dispositivo che prevedeva le bici in contromano.

    Solo un cretino può vedere come positive misure come queste perché non c’è reciprocità tra biciclette e mezzi a combistione interna.
    Per le biciclette solo diritti e non rispetto del CDS , per i mezzi a motore sempre piò regole e penalizzazioni.

    Nulla per imporre maggiore sicurezza delle biciclette, come luci sempre accese anche di giorno, specchio retrovisore , parafanghi, gilet ad alta visibilità, vietare le biciclette da competizione sulle pubbliche strade, casco omologato obbligatorio fuori dai centri urbani etc etc.

  3. cecco61 says:

    Adesso cancellerete pure il post di Maximilien1791? Sostenete norme stupide e poi piangete quando muore un ciclista e preferite censurare chi evidenzia il malcostume tutto italiano di creare cittadini di serie A (che se ne fregano delle regole) e quelli di serie B (che oltre a rispettare la Legge sono sempre e comunque additati come responsabili delle disgrazie altrui). Complimenti alla serietà dell’informazione.

  4. spiderbatbug says:

    La prima cosa da fare riguardo a biciclette, monopattini, monocicli e altre amenità sarebbe devolvere tutte le spese per piste ciclabili a una campagna rieducativa che spieghi a questi utenti della strada, con le cattive e con le pessime, visto che con le buone da loro non si ottiene niente, che anche loro sono soggetti al CDS, ossia a rispettare marciapiedi, sensi unici e semafori.

  5. adry says:

    Qui a berna vedo regolarmente la polizia che nelle ore serali controlla i frequentatori delle piste ciclabili per quanto riguarda le dotazioni obbligatorie delle bici. Una cosa simile in italia sarebbe pura fantascienza.

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