Foto: Massimo Di Risio, fondatore e presidente di DR Automobiles

DR Automobiles Groupe inizia una nuova era con due brand, DR ed EVO

Nasce la nuova gamma di SUV DR. Design ricercato, altissima qualità e tecnologia avanzata ne sono i principi ispiratori.

Debutta anche EVO, il nuovo brand low price che rivoluziona gli schemi: EVO Electric è il primo SUV full electric che arriva a costare quanto un’utilitaria.

di Valerio Boni

In 14 anni, DR Automobiles si è costruita sul campo la stessa credibilità che spetta alle realtà più concrete. Lo ha fatto passo dopo passo partendo dal Sud, dallo stabilimento molisano di Macchia d’Isernia, il quartier generale dove si sviluppa costantemente la gamma e dove nascono le strategie di vendita che hanno contribuito a decretare il successo delle DR. Che, come molti ricorderanno, iniziarono a farsi conoscere nei maggiori centri commerciali. Oggi l’azienda inizia un nuovo cammino. Accanto al brand DR, che sta per lanciare un’intera nuova gamma di “sofisticati” SUV, ha creato il nuovo brand EVO, che ha a listino modelli con alimentazioni alternative, tra cui anche l’elettrico, proposti a prezzi concorrenziali. Dovrebbero garantire una ripresa post Covid-19 non troppo complessa, come ci spiega il fondatore e presidente di DR Automobiles, Massimo Di Risio.

 

In un panorama dominato dai grandi gruppi, costantemente alla ricerca di nuove alleanze, DR riesce a mantenere una sua autonomia e a crescere nonostante le crisi. C’è un segreto per tutto questo?

“Negli ultimi anni il mercato dell’auto si è caratterizzato per l’estrema competitività dei singoli costruttori nel prezzo finale su cui, tuttavia, pesano significativamente gli investimenti di sviluppo prodotto e di industrializzazione. Il fenomeno delle fusioni societarie nasce proprio dall’esigenza di contenere questi costi, frazionandoli su volumi più ampi di produzione. L’intuizione che noi abbiamo avuto quasi 15 anni fa è stata quella di raggiungere accordi di partnership con primari costruttori asiatici,  prevalentemente cinesi, per condividere le attività di ricerca e sviluppo e le piattaforme produttive.

In tal modo abbiamo potuto sfruttare tutti i vantaggi della cooperazione senza sacrificare la nostra autonomia e, anzi, conserviamo un’organizzazione piuttosto snella cosicché il nostro prezzo finale risulta contenuto, non solo per la minore incidenza dei costi industriali, ma anche per i bassi costi di struttura. D’altro canto proprio la flessibilità dei nostri processi interni ci assicura rapidità di risposta in un mercato in continua evoluzione”.

 

La vostra azienda si è fatta conoscere per alcune tecniche di vendita innovative: che peso hanno avuto sulla crescita rispetto ai metodi più convenzionali?

L’auto nel carrello e DR Ambassador sono state campagne promozionali di grande impatto comunicativo, che hanno consentito al brand DR di acquisire notorietà senza eccessivi investimenti pubblicitari. La visibilità del marchio si è presto trasformata in curiosità per il prodotto e, quindi, in conoscenza dello stesso, con immediati e positivi effetti sui volumi di vendita”.

Le ultime settimane hanno avuto effetti devastanti per tutte le imprese. E con la ripartenza si cercherà di recuperare almeno in parte il terreno perduto. Tutti stanno mettendo a punto strategie mai messe in atto prima. DR ne ha già studiata una?

“In realtà, ancor prima dell’epidemia in corso, il gruppo era impegnato nella definizione di una nuova strategia commerciale e la stessa ci sembra ancor più valida per il nuovo scenario post coronavirus. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un cambiamento nelle scelte dei clienti che si dividono, in modo sempre più radicale, tra quelli che si orientano nell’offerta automobilistica focalizzando la propria attenzione sul prezzo, e quelli che, invece, nell’acquisto di un’auto esprimono esigenze sempre crescenti in termini di qualità dei materiali, di stile, di tecnologia non solo motoristica, ma dei sistemi informativi. Per intercettare entrambe queste opposte domande abbiamo affiancato a DR il nuovo marchio EVO.

EVO rappresenta la nostra offerta per quei clienti che prediligono acquisti razionali: a questa fascia di mercato, in linea con la nostra filosofia di sempre, vogliamo offrire prodotti low price e non low cost, auto che abbiano, sì un prezzo basso, e sicuramente il più basso del mercato, ma soprattutto non un prezzo civetta, bensì il reale prezzo dell’auto, comprensivo di tutte le dotazioni.

Per rispondere adeguatamente a quei clienti che, invece, sono orientati a scelte più sofisticate, abbiamo lavorato a lungo sui prodotti a marchio DR per raggiungere elevati standard in termini di qualità e tecnologia, e per definire uno stile dalla personalità molto forte, riconoscibile, in un panorama automobilistico in cui i diversi brand sembrano, al contrario, più inclini a seguire le tendenze che a cercare una propria caratterizzazione. E dunque qualità, innovazione, stile saranno i tratti caratterizzanti dei quattro nuovi modelli DR, che saranno tutti commercializzati entro il 2020: la DR 5.0, già presentata all’inizio di marzo, che conserva solo un riferimento al nome della gloriosa DR5, ma è un veicolo basato su schemi strutturali e produttivi completamente diversi; seguiranno la F35, un Suv sportivo che, come si può intuire dal nome, avrà una linea molto particolare, con richiami a dettagli propri degli aerei, la DR 7.0, un family Suv di circa 5 metri, disponibile anche a 7 posti, e la DR 3.0, evoluzione dell’attuale DR3”.

“Abbiamo molte novità  e siamo sicuri che riusciremo a sfruttarne tutte le potenzialità. D’altra parte questa crisi può diventare anche una straordinaria opportunità per il Paese se si riuscirà a garantire il giusto supporto alle imprese. Con riferimento al settore automotive, per esempio, una scelta di forte sostegno per l’industria italiana potrebbe essere quella di non incentivare esclusivamente le auto elettriche, che richiedono contributi elevati sui singoli veicoli, rappresentano ancora una parte molto esigua del mercato e agevolano prima di tutto i produttori di batterie, al momento tutti localizzati in Estremo Oriente.

Diversamente, incentivare anche l’acquisto di veicoli bi-fuel darebbe un forte contributo al nostro sistema produttivo, dal momento che proprio in Italia abbiamo aziende leader mondiali nella produzione dei relativi sistemi; inoltre, il contributo statale per ciascuna vettura sarebbe di gran lunga inferiore a quello necessario per l’elettrico, ma a fronte di una platea di potenziali acquirenti molto più ampia e si incentiverebbero comunque veicoli ecologici. Provvedimenti mirati in questo senso potrebbero far sì che le Case automobilistiche intercettino più facilmente la nuova domanda di “automobile di proprietà” che avremo come effetto dell’emergenza sanitaria in corso e, nello stesso tempo, che il parco circolante possa essere rinnovato e reso meno inquinante”.

Un punto di vista interessante per un gruppo che ha appena avviato la distribuzione della sua prima vettura elettrica…

“Il lancio di questa vettura come primo modello EVO rappresenta in pieno lo spirito della strategia commerciale cui accennavo: Evo Electric è l’auto elettrica più economica del mercato pur avendo un’autonomia di oltre 300 km e tutti gli optional di serie; il prezzo, al netto degli incentivi statali, è infatti di 19.900 euro. Per quanto concerne, più in generale, il mercato dell’elettrico, riteniamo che queste auto potranno in futuro affermarsi nettamente nella mobilità urbana, soprattutto nei grandi centri.

Al contrario, nella mobilità extra-urbana riteniamo che l’acquisto che ancor oggi garantisce il miglior compromesso tra costo iniziale, costi di gestione e impatto ambientale resti quello di un veicolo con motore a combustione interna, con alimentazione a Gpl. Siamo convinti che l’alimentazione a Gpl rappresenti, allo stato, la scelta più concreta di mobilità ecologica e, d’altra parte, è la scelta che noi abbiamo fatto da tempo, visto che da oltre 10 anni siamo orgogliosi di essere l’unico costruttore che progetta motori destinati a essere alimentati a Gpl sin dall’origine. Proprio per questo assicuriamo un’estrema affidabilità ai nostri clienti. Per concludere, certamente le auto elettriche potranno conquistare una fetta di mercato, ma i grandi numeri verranno ancora dalle auto tradizionali”.

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