Crisi dell’auto: incomprensibile sordità della politica

 

di Michele Crisci, presidente di Unrae

Il dato delle immatricolazioni di maggio, per la maggior parte consegne di ordini sottoscritti prima dell’inizio dell’emergenza da Covis-19, conferma la gravità della crisi senza precedenti che sta attraversando il settore auto. Nonostante la riapertura a inizio maggio dopo due mesi di chiusura completa, il sistema della distribuzione auto resta attanagliato da una grave crisi di liquidità, appesantito da centinaia di migliaia di veicoli fermi nei piazzali e con le risorse messe a disposizione dal Decreto Liquidità ancora impigliate nella burocrazia e bloccate all’interno del sistema bancario.

D’altra parte, la mera riapertura dei concessionari non basta a far ripartire la domanda, con famiglie e imprese prostrate dal crollo dell’attività economica e con un futuro quanto mai incerto e fosco. Testimonianza ne sono i dati raccolti a fine Maggio che parlano di un calo degli ordinativi di circa il 60% rispetto a maggio dello scorso anno.

Nell’assoluta, incomprensibile sordità e indifferenza della classe politica, è sempre più grande il rischio di chiusura nei prossimi mesi di centinaia di imprese della filiera della distribuzione auto, che si accompagnerebbe drammaticamente alla scomparsa di decine di migliaia di posti di lavoro.

È vieppiù urgente quindi la necessità di immediati e concreti provvedimenti che siano di efficace sostegno al settore auto, per la sua valenza strategica nazionale e il suo grande contributo all’economia, non solo in termini di generazione di valore e di occupazione, ma anche di gettito erariale (pari a circa 80 miliardi di euro annui incluso tutto l’indotto), come pure per il ruolo ancora più centrale che avrà nella mobilità.

È ancora utile sottolineare l’importanza della velocità di azione richiesta: i lavoratori e le loro famiglie, le imprese, l’intero settore auto e il Paese non possono aspettare i tempi dell’European Recovery Fund, ora presentato come la panacea di tutti i mali.

Chiediamo ancora al governo l’adozione di un intervento “verticale”, con misure specifiche per il settore automotive, che includa un programma strutturale teso a facilitare il ricambio del vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini. Chiediamo un regime fiscale pari a quello degli altri paesi europei a partire dalla detrazione dell’Iva sulle auto aziendali al 100%. Chiediamo inoltre che il sistema bancario trovi forme e modi di accelerare l’erogazione alle imprese della filiera distributiva automotive delle sempre più vitali risorse rese disponibili dal Decreto Liquidità.

 

 

One response to “Crisi dell’auto: incomprensibile sordità della politica”

  1. maximilien1791 says:

    Il mercato dell’auto riparte solo facendo ripartire quello dell’usato ed il sistema più efficicace è quello di abbassare il costo e le pratiche per il passaggio di proprietà.

    Tassa piatta fino a 100 kw di 200 Euro fissa in agenzia .

    Ne Regno Unito un passaggio di proprietà anche per un auto da 1000 Kw ha il costo del francobolo per spedire parte del libretto alla motorizizzazioen UK.

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