Consumi petroliferi, nel semestre crolla il diesel

Nel primo semestre di quest’anno sono state consumate complessivamente 550mila tonnellate in meno di prodotti petroliferi (-1,9%), delle quali 472mila per il minore fabbisogno del fabbisogno petrolchimico (-21,6%) e 127mila dai carburanti (benzina e gasolio), in calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo si legge nel bollettino periodico di Unione petrolifera.

Dopo un brillante risultato ad aprile, mese nel quale i consumi sono stati favoriti da varie festività oltre quelle pasquali, con benzina e gasolio che fatto avevano registrare rispettivamente variazioni di +2,7% e +4,5%, nei mesi successivi si è assistito ad un progressivo calo. Sono apparsi in controtendenza i bitumi, che nel semestre hanno rilevato un incremento di 139mila tonnellate (+22,2%), sostenuti dalla ripresa della manutenzione stradale, il carboturbo, cresciuto del 4,6% con 100mila tonnellate in più, ed i lubrificanti in aumento del 3,2% (oltre 6mila tonnellate in più).

Tali risultati sono stati influenzati dal contesto macroeconomico che, nello stesso periodo, è stato caratterizzato, da un lato dal rallentamento della produzione industriale, dall’altro da condizioni climatiche anomale, con temperature fino a maggio inoltrato inferiori alle medie stagionali.  In particolare, per quanto riguarda il contesto macroeconomico, la produzione industriale è stata debole: secondo le variazioni tendenziali corrette per i giorni lavorativi, a maggio è stata in flessione per il terzo mese consecutivo, così come in calo è risultata anche la produzione del settore delle costruzioni. È altresì diminuita la fiducia delle imprese, che vedono la domanda sia interna che estera in affievolimento, dati gli scambi mondiali in frenata per l’elevata incertezza geopolitica.

Parallelamente, le vendite del commercio al dettaglio a maggio, su base annua, hanno rilevato una riduzione dell’1,8% in valore e dell’1,5% in volume. È un segnale, insieme al calo della fiducia dei consumatori, che la spesa delle famiglie è in stagnazione, come ha rilevato Confcommercio, che stima una variazione congiunturale negativa dello 0,1% del Pil mensile di maggio e giugno. Sebbene siano risultate in aumento sia l’occupazione sia il potere d’acquisto, non vi è stata infatti una crescita dei consumi, quanto piuttosto una maggiore propensione al risparmio da parte delle famiglie, che percepiscono segnali di debolezza nelle prospettive economiche. Tali fattori evidentemente influenzano le movimentazioni delle merci e i conseguenti consumi di gasolio motori.

Sull’andamento dei consumi dei singoli carburanti hanno inciso anche le iniziative di penalizzazione delle alimentazioni diesel che hanno condizionato le scelte dagli acquirenti: nel semestre la quota del diesel è scesa di altri 11 punti percentuali (dal 53,9% al 42,7%), gran parte dei quali recuperati dalla benzina (dal 33,5% al 43,3%). Ciò ha comportato un incremento del 5,9%, da 113,2 g/km del 2018 a 119,8 g/km, della media ponderata dalle emissioni di CO2 dell’immatricolato. Il progressivo recupero delle immatricolazioni a benzina, anche nelle versioni ibride, sta infatti iniziando a riflettersi sui consumi di tale carburante che a giugno è sceso, ma meno del gasolio.

Si sta poi velocemente sviluppando il segmento delle ibride diesel, che pure sembravano un mercato di nicchia, con 6.400 unità vendute rispetto alle neanche 500 del primo semestre dell’anno scorso. Anche le auto elettriche immatricolate arrivano per la prima volta, in sei mesi, alle 5.000 unità.

 

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