Dopo il “Decreto Clima” anti-multe, la filiera si aspetta le risposte vere

Una goccia d’acqua nel mare che serve però a evitare che da Bruxelles partano le procedure d’infrazione per la mancata riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Il bonus rottamazione varato dal governo, nell’ambito del «Decreto Clima», non risolve infatti i problemi che attanagliano il settore automobilistico. Occorrono, a questo punto, misure capaci realmente di pulire l’aria e di ridurre gli effetti della CO2. Da qui l’importanza di agevolare, attraverso l’incremento del già esistente bonus sui veicoli elettrici e ibridi, la diffusione dei motori di ultima generazione. E lo stesso vale per il mercato dell’usato. Solo così, è stato accertato, saranno spazzate via milioni di tonnellate di CO2.


La filiera automotive sa bene che il premio di 1.500 euro per chi rottama auto fino a Euro 3, e da 500 euro per chi invece rinuncia a motocicli Euro 2 e 3 a due tempi, rappresenta una scelta obbligata. Come anche la necessità di abbassare il numero dei veicoli in circolazione. Il bonus deliberato ieri, in proposito, potrà essere utilizzato per abbonamenti al trasporto pubblico o per l’acquisto di biciclette anche a pedalata assistita. Per questa misura vengono messi a disposizione 255 milioni, agevolazione riservata ai residenti nelle città a rischio sanzione. «Ma è pur vero – afferma Michele Crisci, presidente di Unrae (l’associazione delle Case estere in Italia) – che non è possibile pensare alla rinuncia di un mezzo flessibile come la macchina, per optare solo sul trasporto pubblico che flessibile invece non è»

 D’altro canto, nel momento in cui si affronterà il problema auto nel suo complesso, è da considerare che chi rottama una vettura Euro 3, di certo non ha messo in conto di comprare, a esempio, una Tesla. Definito il «Decreto Clima» relativo a due e quattro ruote (i fondi stanziati potevano essere utilizzati solo a questo scopo), la filiera si aspetta ora che il governo affronti una situazione ritenuta, per ammissione del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, «preoccupante». L’auto, da mesi in crisi, fa infatti girare economia, occupazione, è un esempio virtuoso di investimenti e arricchisce l’Erario.

Un punto sarà fatto il 18 ottobre quando lo stesso Patuanelli riunirà il tavolo automotive, con l’auspicio da parte delle associazioni della filiera, che non venga ripetuta la «babele» verificatasi nell’incontro voluto a dicembre dall’allora ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio. Tra le istanze che la filiera porterà all’attenzione del governo, il coinvolgimento di tutti i ministeri interessati, l’incremento del bonus, l’abrogazione del malus, l’abolizione del superbollo a carico dei veicoli ibridi, un vero potenziamento del trasporto pubblico e delle infrastrutture; insomma; tutte quelle misure in grado di favorire la transizione green del settore e sostenere il cambio di paradigma in tema di mobilità.

2 responses to “Dopo il “Decreto Clima”…”

  1. braga says:

    Il governo dovrebbe anche varare un decreto anti respiro..se tutti noi tenessimo il respiro per 30 secondi ogni ora, la Co2 avrebbe un deciso calo, un bel modo di rispondere a Kyoto e a greta

  2. australopithecus says:

    Le sciocchezze, anche se ripetute tutti i giorni, rimangono tali: basta aver letto il libro di chimica delle superiori per comprendere che senza la CO2 la vita sulla terra non esisterebbe! +CO2 = +vita

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