Una tassa “eco-illogica” e un bonus “eco-illogico”

di Franco Battaglia*

È arrivata la tassa eco-logica e, contestualmente, il bonus eco-logico. Riguardano entrambi interventi sulle automobili in funzione del loro potere di emettere CO2, sul principio secondo cui chi più inquina più paga. Ma, da quanto appena detto, è spontaneo e naturale riqualificare tassa e bonus come eco-illogici. Vediamo perché.
Punto primo. La CO2 non è un inquinante. È, piuttosto, il cibo delle piante e fa bene all’ambiente. Quindi, un po’ più di CO2 sarebbe auspicabile. Naturalmente entro certi limiti, osserva sùbito il genio di turno. Ma tutte le attività umane di tutto il pianeta negli ultimi 150 anni hanno aumentato la CO2 presente nel tinello di casa vostra pari a quella che otterreste bruciando tre fiammiferi! Cioè, siamo ampiamente entro ogni possibile limite. Tant’è vero che lo sbandierato allarme per l’aumento degli eventi meteo severi è una sonora bufala, posto che gli eventi meteo severi negli 80 anni compresi tra il 1850 e il 1930 sono stati, per numero e intensità, superiori a quelli occorsi negli 80 anni compresi fra il 1930 e il 2010.
Punto secondo. Il principio secondo cui chi più inquina più paga non è evidentemente soddisfatto se tassa e bonus si applicano all’auto in sé. Chi acquista una ecologica (si fa per dire) auto ibrida e percorre 100mila km l’anno, emette più CO2 di chi acquista un’auto normale inquinante (si fa per dire) e percorre, come il sottoscritto, 5mila km/anno. Il principio più-inquini-più-paghi verrebbe soddisfatto solo se si aumentassero ulteriormente le tasse sul carburante.

Punto terzo. Siccome sono finiti i tempi in cui si correva in auto per il sollazzo di correre in auto, e chi la usa generalmente ne ha bisogno per lavorare, non si capisce come, dopo aver pagato la tassa eco-illogica, si riduca ‘sto presunto inquinamento.

Punto quarto. Visto che il criterio della legge tira in ballo la CO2, non si capisce perché mai l’auto elettrica debba godere di qualche bonus: l’80% dell’energia elettrica che produciamo immette CO2 in atmosfera. E anche l’auto ibrida carica le batterie bruciando la propria benzina.

Punto cinque. Non si capisce chi mai vorrà acquistare un’auto elettrica pagando 100.000 euro con lo scopo di perfezionare l’affare dei 6.000 euro di bonus. Come dire: non bado a spese pur di risparmiare. E taccio dei 40 minuti necessari per caricarne le batterie all’80%. E taccio anche sull’autonomia, inferiore a quella delle auto normali, sempreché ci si astenga dall’azionare il climatizzatore. O quale ditta acquisterebbe un furgone elettrico anche solo a 30.000 euro posto che ha un’autonomia di meno di un’ora e abbisogna di 4 ore per la ricarica. Datemi retta: scordatevi l’auto elettrica. Direte che mi sbaglio. Ribatto solo che vent’anni fa ammonivamo: scordàtevi l’auto a idrogeno, sebbene il presidente americano di allora la prometteva sul mercato dopo dieci anni.

Secondo questo governo – ove l’unico che mi sta simpatico è Matteo Salvini – non si può viaggiare in auto perché emette CO2, e più ne emette più ti tassa (emissioni in potenza, perché paghi anche se l’automobile sta ferma). E non ci si può spostare neanche in treno, viste le dotte disquisizioni sulla Tav cui ci tocca assistere da un anno. E meno male che le linee interne le hanno fatte i precedenti governi, altrimenti saremmo alle tradotte. Insomma, bisogna star fermi. Ma perché? Che peccati abbiamo commesso e dobbiamo espiare?

*Docente di Chimica Fisica all’Università di Modena

1 Comments

  1. Emidio says:

    Ottimo intervento!
    Condivido tutto senza riserve…

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