Toro Rampante

Alcuni giorni fa un’agenzia di stampa nazionale, dedicando una notizia all’inizio della produzione del colossale Suv Urus di Lamborghini (ne sono già stati prodotti diversi esemplari e alcuni di questi stanno affrontando test in Lapponia) ha usato il termine “Toro Rampante”. In Emilia di “rampante” c’è soltanto il “Cavallino” di Maranello, quello di Francesco Baracca scelto da Enzo Ferrari per le sue sportive che cominciò a costruire giusto 70 anni fa. Il problema non nasce da questo curioso neologismo che non entrerà mai – speriamo – nel linguaggio dell’automotive, ma dalla diffusione immediata che siti dedicati all’automobile (blog, ma anche più pretenziosi) hanno dato alla notizia riprendendo “Toro Rampante” moltiplicandola nel giro di pochi minuti. Nessun dubbio, nessuna verifica, la notizia è stata ripresa così, in fretta, perché oggi sembra che arrivare mezz’ora dopo, magari avendo letto bene la notizia e facendola propria con i dovuti aggiustamenti, possa costare in termini di audience non sempre verificabili. Ma i navigatori, quelli che fanno le pulci a ogni articolo dedicato ai motori, cosa ne pensano? E le Case che privilegiano sempre di più la comunicazione online, quella cosiddetta spontanea e immediata, cosa pensano di questa professionalità? Il web, comunque, nonostante la sua potenza non riuscirà mai, con la sua superficialità, a costringere un toro a fare quello che solo un cavallo sa fare.

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