Tir campioni in sicurezza e “green”, più formazione per i conducenti

Dieci anni di sviluppo, due miliardi di euro di investimento, oltre 10 milioni di chilometri percorsi da prototipi e pre-serie a tutte le latitudini e con ogni clima. Questi dati, che si riferiscono alla nascita della Nuova Generazione (in inglese Next Generation, espressione che la dice lunga su quanto sia innovativa) dei grandi veicoli industriali di Scania, fanno capire che progettare un’automobile e un truck sono due cose molto diverse. I nuovi Scania, che nelle versioni per il trasporto a lungo raggio sono da poco scesi sull’asfalto, sono anche disegnati in maniera impeccabile e grazie a giganteschi motori (fino a un V8, 16 litri di cilindrata, 730 cv di potenza massima) che possono usare ogni tipo di carburante alternativo al classico gasolio sono anche campioni ecologici, alfieri di una mobilità sostenibile che si sono per questo motivo meritato il debutto in agosto al Grand Palais di Parigi in occasione del Forum sulla sostenibilità dei trasporti. A Södertälje, in Svezia, quartier generale di Scania, decine di migliaia di clienti sono da alcuni mesi invitati a testarli, imprenditori dell’autotrasporto e padroncini dei quali abbiamo colto l’entusiasmo al momento di issarsi in una cabina che sembra un lussuoso ufficio e cominciare a manovrare colossi dalle lunghezze proibitive, anche oltre i 25 metri. Salendoci a nostra volta ci siamo chiesti come sia possibile che nel nostro Paese l’immagine del “camion” e quella del “camionista” siano avvolte da un’aura di negatività. I pregiudizi, in parte legati a un parco circolante molto vecchio e quindi inquinante, sono duri a morire. Ma basta scorrere i dati relativi alle assistenze alla guida e ai dispositivi di connettività dei nuovi Scania per intuire che i truck sono molto più vicini alla guida autonoma di quanto lo siano le automobili. E non solo da adesso perché oltre 200mila Scania in circolazione sono già perfettamente connessi. Molto rimane da fare con i driver ma anche su questo fronte, grazie anche alla connettività, il costruttore svedese è in grado di fornire al cliente un’opera di training e formazione dei conducenti.

 

Pier Evangelisti

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