Suzuki Swift, “piccolo” è ancora “bello”

di Piero Evangelisti

Lo scenario che l’industria dell’auto offre ai clienti,  le acquisizioni e i merger, le fusioni o gli scambi di azioni, tra costruttori sono di grande attualità dopo l’acquisto da parte del Gruppo Psa di Opel e Vauxhall, i marchi europei di General Motors. Ma si può ancora viaggiare in splendida solitudine, lo conferma il brand giapponese Suzuki che dopo il lancio della nova Ignis  – un intrigante Suv supercompatto –  propone al Salone di Ginevra la nuova Swift, la media che rappresenta il fulcro intorno al quale ruota tutta la gamma del brand. E’ una vettura che è già stata scelta, dalla sua nascita, da oltre 5,3 milioni di clienti, e quindi Suzuki non ha certo pensato di stravolgerla con la nuova serie. Le aree di miglioramento – al di là del restyling della carrozzeria – ha riguardato la sicurezza (dove entrano in gioco i sistemi per il rilevamento degli ostacoli e l’assistenza nel caso di abbandono involontario della corsi a di marcia) e l’abitabilità che cresce in virtù del passo maggiorato. Nuova Swift promette un’esperienza di guida piacevole legata alla forte riduzione del peso (il corpo della vettura pesa soltanto 840 kg) e allo sterzo che offre un’ottima maneggevolezza sia nel traffico urbano sia nei percorsi misti. Di fronte alla nuova Suzuki Swift la riflessione è una sola: “piccolo”, nel complesso e a volte indecifrabile mondo dell’auto, è ancora “bello”.

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