Seat, un’industria … al femminile

Che cosa hanno in comune specchietti retrovisori, strisce di margine della carreggiata e indicatori di direzione? Oltre a essere elementi abituali della nostra quotidianità, hanno tutti un comune denominatore: sono stati inventati da donne. Pioniere che, con le loro innovazioni, hanno plasmato il settore automobilistico aprendo la strada alle generazioni successive. «Oggi possiamo contare su sistemi che aiutano il conducente a rimanere all’interno della carreggiata, come il lane assist, e che avvisano in caso di uscite involontarie. Il sistema funziona, a partire dai 65 km/h, grazie a una telecamera posta in corrispondenza degli specchietti retrovisori che è in grado di riconoscere le strisce sulla strada e la posizione della vettura. In caso di uscita, il sistema interviene mandando un avviso» spiega Luïsa Tomás, ingegnere del dipartimento di Chassis di Seat.

«Questi sistemi sono essenziali ai fini della sicurezza alla guida. Permettono di sventare un numero enorme di incidenti, specialmente tamponamenti. Oggi abbiamo a disposizione illuminazione e indicatori a LED, che hanno consentito di apportare una miglioria enorme a questi sistemi, da un lato per i minori tempi di azionamento e dall’altro, nel caso degli indicatori di direzione, hanno permesso di incrementarne il dinamismo, aumentandone la visibilità.Oltre a essere una parte fondamentale del design di una vettura, i dispositivi a LED offrono altri due vantaggi: maggiore durata e minore consumo delle lampadine», spiega Maite Paris, Responsabile Sviluppo illuminazione anteriore di Seat.

«I sistemi di sicurezza dell’auto in caso di clima avverso hanno evitato un numero interminabile di incidenti, e ora possiamo dire di aver compiuto un ulteriore grande passo in avanti. Grazie ad applicazioni e nuovi servizi di mobilità, i veicoli connessi ci consentiranno di pianificare i tragitti, adattandoli in tempo reale in funzione di fattori come il meteo e raccomandando al conducente la migliore opzione di trasporto per arrivare a destinazione», spiega Leyre Olavarría, Responsabile Infotainment e Auto Connessa sempre di Seat.

«Presente e futuro passano per assistenti in grado di aiutare chi è alla guida, dandogli una visione integrale dell’intorno. Ad esempio, la telecamera posteriore per facilitare il parcheggio o il sistema per il rilevamento dell’angolo cieco ubicato negli specchietti retrovisori. Lo specchio interno di Dorothy Levitt, pensato inizialmente per vedere il traffico dietro di sè, ha visto ampliate le sue funzioni fino a includere sensori in grado di adattare la visuale in base alla luce esterna, informazioni per il conducente e integrando telecamere. Inoltre, continuiamo ad ampliarne le funzionalità grazie a soluzioni tecnologiche che presenteremo a breve sul mercato sui nostri prossimi modelli. L’innovazione non si ferma mai», condivide Teresa Salinas, Responsabile dello Sviluppo di sistemi tetto e retrovisori interni di Seat … e in Seat  la donna che ha salvato l’heritage del marchio. Il suo nome non compare in giornali ed emeroteche, ma è stata una figura imprescindibile per preservare l’eredità del brand catalano.

Elvira Beloso, per molti anni incaricata della gestione del parco auto della Casa, ha conservato, uno a uno, gli esemplari e i modelli che riteneva importanti per raccontare la storia del marchio: prime e ultime unità, edizioni speciali o vetture create appositamente per le autorità o eventi particolari. Elvira selezionava una a una le vetture, conservandole in una zona ritirata dello stabilimento di Zona Franca (Barcellona), per far sì che in futuro ne venisse riconosciuto il valore storico. Questo giorno è arrivato, e Seat vanta oggi una collezione storica di 317 modelli. All’impegno di Elvira Beloso va gran parte del merito per aver preservato il passato.

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