Nel 1929 nasceva il più autorevole Concorso di Eleganza europeo, e Pirelli conquistava il titolo di “Best in Show” equipaggiando la Isotta Fraschini Tipo 8 A. Lo scorso weekend la prestigiosa Casa della Bicocca è tornata sulle rive del Lago di Como per raccontare la sua Collezione esclusiva

di Valerio Boni

Quello di Villa d’Este, a Cernobbio, è il più prestigioso Concorso di Eleganza a livello europeo, uno tra i più autorevoli al mondo, oltre che tra quelli più longevi. La prima edizione organizzata all’interno del maestoso parco sulle rive del Lago di Como risale, infatti, al 1929. Allora la “Best in Show”, l’auto ritenuta più elegante dalla severissima giuria, risultò una Isotta Fraschini Tipo 8 A, un’esclusiva vettura lunga 5 metri, equipaggiata con il primo motore in linea a 8 cilindri della storia.

Le coperture Cord Superflex sulla “Best in Show”

Con la Tipo 8 A salì sul podio anche Pirelli, che aveva espressamente realizzato la famiglia di pneumatici Cord Superflex, progettata per reggere le prestazioni di quello che era il più potente motore dell’epoca destinato a un’auto di serie. Novant’anni più tardi, Pirelli è tornata a Villa d’Este come partner ufficiale dell’evento esclusivo, che si è concluso domenica 26 maggio. E lo ha fatto esponendo la gamma Collezione, una famiglia di coperture dedicate alle auto classiche, che nell’aspetto si presentano come quelle originali, ma sono realizzate con le tecnologie più attuali.

Una missione per Fondazione Pirelli

Ai concorsi di eleganza, e a Villa d’Este in particolare, si ha la percezione di quanto la passione per l’auto, per l’eleganza e la sportività a quattro e due ruote restino immutate nel tempo, nonostante la continua e oggi sempre più rapida evoluzione del settore automotive. In questo ambiente, Pirelli è protagonista con lo sviluppo costante di prodotti in grado di rispondere a prestazioni sempre più estreme, senza perdere di vista la sicurezza e l’ecocompatibilità. Ma a questi elementi si aggiunge anche la missione di conservare e valorizzare il patrimonio automobilistico storico, grazie all’istituzione di Fondazione Pirelli. Una struttura dedicata al recupero e alla conservazione di documenti e schede tecniche che hanno contrassegnato un secolo e mezzo di storia dell’azienda.

Pneumatici con una doppia anima

Anche la famiglia Pirelli Collezione nasce con l’intento di preservare il tesoro storico dell’automobilismo, e lo fa con una gamma di pneumatici che permette di equipaggiare un ampio panorama di veicoli: da quelli degli anni Trenta, fino alle “youngtimer” dei primi anni Duemila. Un arco temporale ampio, che comprende vetture dalle caratteristiche tecniche distanti anni luce, ma in tutti i casi le coperture sono dotate di una doppia anima. L’aspetto è originale in ogni dettaglio, e anche le dinamiche di guida non subiscono variazioni, ma efficienza e sicurezza sono senza mezzi termini quelle di oggi.

Dalle auto Anni ’30 alle “youngtimer”

L’offerta parte dalla replica di una gomma leggendaria, la Stella Bianca, nata nel 1927, per continuare con la Stelvio, una copertura riprodotta nel 2018 per equipaggiare l’icona Ferrari 250 GTO. L’offerta prosegue con le proposte degli anni Cinquanta e Sessanta, con i CA67 (1955), CN72 (1964), CN36 (1968), CN12 (1968). E non mancano nomi che hanno fatto la storia in tempi più recenti, dai Cinturato P7 (1974) ai P5 (1977), dai P Zero (1984) ai P700-Z (1988).

Come le originali, meglio delle originali

Un elemento caratteristico di questa gamma è rappresentato dall’utilizzo da parte degli ingegneri di Pirelli dei medesimi parametri che i designer del veicolo hanno impiegato all’epoca della progettazione per assecondare le regolazioni delle sospensioni e della meccanica. Ma interpretando questi elementi con il supporto del patrimonio di conoscenze relative a materiali e processi produttivi che nel frattempo Pirelli ha accumulato. Per disegnare le coperture della Collezione sono state fondamentali le immagini messe a disposizione da Fondazione Pirelli; poi, una volta deliberato il progetto, la realizzazione passa attraverso specifiche prossime a quelle impiegate per le gomme da motorsport, nello stabilimento turco di Izmit. Gli appassionati le possono trovare dai rivenditori specializzati in auto d’epoca e nei flagship store Pirelli, i P Zero World (Los Angeles, Monaco di Baviera, Monte Carlo, Dubai e prossimamente Melbourne).

Collezione e Perfect Fit

A Villa d’Este, Pirelli ha mostrato anche il significato del termine Perfect Fit, la strategia che è il risultato dello stretto rapporto che lega il produttore di pneumatici a chi costruisce auto. Uno sviluppo condiviso tra gli ingegneri del veicolo e quelli del pneumatico che consente di realizzare la migliore combinazione possibile, per assecondare le caratteristiche della vettura e massimizzare la sicurezza. Che si traduce nella nascita di prodotti che alle marcature obbligatorie sul fianco aggiungono un simbolo che identifica i diversi costruttori automobilistici. Un segno distintivo della produzione di oggi che è trasferita anche sui prodotti Pirelli Collezione, riprogettati per le più importanti vetture classiche. Come Audi con il P700-Z per la Sport Quattro, Jaguar con il P Zero per la XJ220, Lamborghini che ha chiesto il CN12 per la Miura e Ferrari che ha voluto far riportare in vita lo Stelvio esclusivamente per la 250 GTO. A Villa d’Este ha debuttato anche l’ultimo nato di questa strategia, il P-700 Z da 16 pollici, riprogettato per la Bmw Z1. A oggi, il portafoglio di omologazioni in Pirelli Collezione conta 34 misure, di cui solo quattro non marcate, e altre otto sono al momento in fase di sviluppo.

One response to “Pirelli torna a Villa d’Este, 90 anni dopo”

  1. agosvac says:

    Chissà chi è il fortunato possessore di questa splendida Miura.

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