Perché Eicma è un successo di portata mondiale

di Andrea Dell’Orto*

Sono 9.275 chilometri. È questa la distanza che c’è tra Rio de Janeiro e Milano. Ho provato a immaginare in questi giorni, scorrendo l’elenco degli espositori della 76a edizione di Eicma, la storia delle due aziende che partono dal Brasile per mettere in mostra – qui alla Fiera di Milano-Rho – il frutto dei propri investimenti. E ho visto il loro desiderio di affermarsi, di essere all’altezza della più importante manifestazione delle due ruote al mondo. Ho visto soprattutto l’entusiasmo.

Lo stesso di quella giovane realtà norvegese, che sceglie per la prima volta la nostra area speciale dedicata alle start up per presentarsi al mondo. Oppure quello delle imprese sudafricane, di quelle asiatiche e della Federazione Russa, che aspettano e si preparano a questo appuntamento, come ognuno di noi, per tutto l’anno.

Se Eicma è oggi, con orgoglio, la più importante e longeva fiera di settore al mondo, tanto da garantire una presenza di pubblico, operatori e media che nessun altro appuntamento del genere (in qualsiasi altro settore) può vantare, non è frutto del caso.

Perché Eicma è il luogo dove le storie che ho citato poc’anzi diventano realtà. Mi sono soffermato su di esse a titolo esemplificativo – ovviamente – perché parlano dell’attrattività globale che abbiamo conquistato e trovano spazio insieme a quelle di tutti i protagonisti dell’industria delle due ruote. Le grandi Case europee, giapponesi e americane, che anche quest’anno sono presenti e scelgono questo palcoscenico internazionale per esporre i loro nuovi modelli, i nuovi prodotti e il comune desiderio di vedere strade che ancora non esistono.

Centinaia di anteprime. Oltre 1.200 brand provenienti da più di 40 Paesi. Negli stand di 16 metri quadrati fino a quelli di oltre 2.000, ogni espositore racconta l’avventura di fare impresa. E di farlo in un settore animato da realtà produttive di ogni dimensione che, malgrado l’incertezza e la complessità delle sfide globali, hanno saputo trasformarsi puntando sull’innovazione e su una grande capacità di leggere il mercato.

Eicma in questi anni è cresciuta insieme a loro. Perché essa è – e sarà sempre – uno strumento flessibile a servizio delle aziende e – come tale – è cambiato e si è evoluto insieme alle loro esigenze.

Nel tempo abbiamo offerto un’esperienza di visita sempre più completa e coinvolgente, fino ad arrivare a questa edizione. Abbiamo saputo spingerci oltre i prodotti, coinvolgendo un pubblico più trasversale e riservando alle due ruote un nuovo protagonismo.

Da fiera a evento espositivo globale. Da esposizione custodita dentro il quartiere fieristico ad avvenimento in grado di contaminare la città di Milano. In un cammino durante il quale nulla – come dicevo – è dettato dalla casualità.

Grazie ai partner e tutti coloro che hanno reso Eicma il più grande contenitore di passione al mondo.

Oggi Eicma è un appuntamento atteso da molte centinaia di migliaia di appassionati. Ed è bello immaginare anche le loro storie: i lunghi viaggi per raggiungere Milano, l’attesa delle novità, gli attacchi da sindrome di Stendhal, lo stupore per i prototipi e gli zaini pieni di dépliant.

E – perché no – anche il panino con la salamella insieme agli amici, il sogno di possedere ogni moto o bici esposta, lo sguardo alla perenne ricerca di personaggi e piloti famosi.

L’industria delle due ruote è un’industria fedele. Non ha mai abbandonato i suoi protagonisti-clienti, ha ascoltato la loro passione. 

Oggi dal nostro Paese, primo mercato in Europa, continuano ad arrivare segnali positivi. Il mese di ottobre segna, infatti, un più 18% sull’anno scorso e le nostre proiezioni fanno ben sperare per il 2018, che dovrebbe chiudere con oltre 12mila immatricolazioni in più rispetto al 2017.

Cresce l’interesse per il nostro mondo, maturano nuovi segmenti, tornano marchi cari alla nostra giovinezza e ne sorgono di nuovi, in tanti continuano a scegliere la moto e la bicicletta per passione, Stupisce l’universo E-Bike – che quest’anno ha in Eicma un contenitore specifico ancora più grande – si confermano le biciclette.

La passione è la nostra linfa, il nostro motore. Così come aumentano anche coloro che acquistano un veicolo a due ruote come soluzione veloce, sostenibile e capace di dare risposte alla domanda di mobilità.

E questo ci permette di guardare al domani con fiducia.

In questo orizzonte, le aziende italiane – con la loro filiera – sono assolute protagoniste. (Tolto ancora)

Lo sono in Eicma. Lo sono per l’Italia, lo sono nelle competizioni e per il mercato globale. Lo sono negli accessori, nei componenti e nell’abbigliamento, perché continuano ad essere un’eccellenza per il design, l’avanguardia tecnologica, l’impegno per la sostenibilità ambientale e per la riconoscibilità che distingue – e contraddistingue – il Made in Italy.

I successi delle aziende italiane e il lavoro che creano nelle comunità di riferimento passano troppo spesso lontano dai riflettori. Oggi ci giochiamo molto sulla capacità di costruire una nuova sostanza e un nuovo racconto del nostro tessuto produttivo, soprattutto del manifatturiero italiano, così determinante e identitario nel settore delle due ruote.

Eicma, anche in questo senso, rappresenta un’occasione privilegiata, su cui fare leva per ricreare un ecosistema più amico dell’impresa. 

Il nostro comparto è uno di quelli trainanti. Viviamo le medesime esigenze di altri settori, continuiamo a investire in ricerca ed innovazione per essere competitivi. Ma sentiamo, come e più di altri, il bisogno di interventi che liberino il nostro potenziale e sostengano la crescita del mercato che ho descritto.

L’eccessiva pressione fiscale, il peso della burocrazia, il costo dell’energia, la bassa produttività sono ancora solo alcune delle zavorre per le nostre imprese.

All’esecutivo chiediamo di continuare a promuovere aggregazioni e reti d’impresa, di favorire lo sviluppo della fabbrica intelligente nel nostro settore, di sostenere lo scambio tecnologico, l’internazionalizzazione e, soprattutto, di supportare gli investimenti delle imprese in questa direzione. Chiediamo, inoltre, interventi per contenere i costi di gestione dei veicoli, più attenzione alla sicurezza dei motociclisti e dei ciclisti, incentivi per l’acquisto di abbigliamento protettivo e infrastrutture degne di questo nome.

Perché l’impegno delle Case in sicurezza non può essere azzerato da una buca o da un guard rail inadeguato.

Milano e la Lombardia confermano ancora una volta la loro grande attrattività. Rappresentano una cerniera che unisce il Sistema Italia all’Europa e al mercato globale.

Per sei giorni saranno la capitale mondiale delle due ruote e noi vogliamo continuare a rafforzare il legame di Eicma con questo territorio.

La Lombardia è anche un laboratorio d’avanguardia, sempre in grado di elaborare soluzioni.

Oggi le aree urbane del Paese sono nella situazione di essere causa ed effetto di una nuova domanda di mobilità: alleggerimento del traffico e intermodalità, riduzione dei tempi di parcheggio e percorrenza e, soprattutto, tutela della qualità dell’aria. In questo scenario le due ruote appaiono come una risposta naturale a questi bisogni.

Spostarsi su biciclette, scooter e motocicli, siano essi a motore o a trazione elettrica, è sempre più un’opportunità. Le due ruote si candidano a essere un vero e proprio modello, da cui vogliamo ripartire insieme alle istituzioni locali per affrontare la pianificazione delle infrastrutture e della mobilità di oggi e di domani.

Eicma rappresenta tante cose: un luogo di opportunità e divertimento, un incubatore in grado di anticipare tendenze, dove convivono la bellezza, la massima espressione dell’artigianalità, dell’innovazione e dell’industria 4.0. 

Eicma ha tante facce, ma è soprattutto il luogo dove passione e ragione si uniscono in un abbraccio che rende unico questo appuntamento.

*Presidente di Eicma e di Confindustria Ancma

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