Passa la Firenze-Siena, ė la storia che romba

 

di Fabrizio Boschi

Tutte allineate come austeri soldati implotonati in file di sette in rigorosa disciplina militare. Le 79 auto d’epoca che hanno partecipato domenica 15 aprile scorso alla 4° rievocazione della Firenze-Siena, si sono ritrovate alle 8,30 del mattino in piazzale del Re al parco delle Cascine di Firenze, in una cornice solenne e spartana, in monacale silenzio.

Ma a squarciare la severità del luogo ci hanno pensato i motori rombanti delle storiche invitate che per l’occasione hanno indossato il loro abito migliore, pulito e scintillante. Ogni cromatura brilla, ogni carrozzeria luccica, e i cilindri emozionano. Pronte a stupire con le loro linee uniche, nemmeno una uguale all’altra, fascino, potenza e design.

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La Scuderia Cassiacorse

Ad accogliere i vari equipaggi gli uomini della Scuderia Cassiacorse 264 Storica, club di Sambuca Val di Pesa, attento alla valorizzazione del patrimonio storico a motore, che organizza ormai da quattro edizioni sulle strade del Chianti classico – con il supporto dell’Automobile Club Firenze/Siena ed in collaborazione con la Onlus Associazione Gruppo Insieme – la rievocazione della mitica gara di velocità su strada degli anni ’50Luigi Berra, il presidente e poi Giuseppe Serlupi e Danilo Barbieri, che attraverso un meccanismo perfettamente oliato, sono riusciti anche quest’anno a mettere a punto una organizzazione impeccabile, studiata sin nei minimi particolari, “perché sono i dettagli a fare la differenza”, spiega il presidente Berra.

E così sono arrivati equipaggi dal Piemonte, dalla Lombardia, dal Veneto, dalla Svizzera, dall’Austria e dall’Olanda. Dopo che nell’edizione 2017 erano presenti tre Lamborghini Miura del Club Lamborghini Italia, in questa occasione hanno accettato di aderire al Tributo Lamborghini portando 14 fantastiche fuoriserie da brividi. Tutto perfetto, dunque, per questa passeggiata rievocativa sulle colline del Chianti.

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La gara del 1954

La Firenze-Siena storica si è disputata il 25 ottobre del 1954 con partenza dalle Due Strade a Firenze e arrivo all’antiporto di Siena: 70 chilometri di Cassia da Firenze a Siena organizzata dagli Automobil Club di Siena e Firenze. Con il percorso inverso, Siena-Firenze, fu disputata solo un’altra gara il 1° novembre 1953. La corsa del ‘54 fu vinta da Eugenio Castellotti su Lancia D24 nel tempo incredibile di 32 minuti e rotti, a una media di oltre 130 km/h. Fu l’ultima uscita in gara della Lancia D24.

L’auto fu progettata nel 1953 e disegnata da Pininfarina, appositamente per le corse su strada, esordì alla “1000 km del Nürburgring”. Nella sua breve apparizione (1953-1954) ha vinto la Carrera Panamericana nel novembre 1953 e ottenuto affermazioni a Targa Florio, Mille Miglia e Giro di Sicilia nel ’54. Nel ’53, invece, il più veloce fu Bruno Venezian su Osca MT4 1100 in 35 minuti e poco più, a una media superiore ai 120 orari.

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Una passeggiata tra le colline

La rievocazione 2018, invece, è partita da piazzale del Re alle Cascine: 60 modelli costruiti dagli anni ’20 agli anni ’60 e altre 20 vetture di particolare interesse storico costruite negli anni successivi.

La prima auto a passare sotto l’arco della partenza è la Itala 51S del 1922, costruita apposta per la targa Florio della coppia Calosi-Campatelli, la più anziana alla quale viene non per nulla assegnato il numero 1. Subito dietro sfrecciano la Lancia Lambda del 1928 di Bianchini, la Fiat 508 S del 1934 di Becchi-Tralluri, una stupenda Ford A roadster De Luxe del 1930 della coppia Turini-Rafanelli, poi la Mercedes 170S del 1949 di Berra-Fabbri, la Fiat 1500 da corsa trasformata Stanguellini del 1949 di Morandi tutta in alluminio, da poco restaurata.

E, ancora, una splendida Alfa Romeo 6C 2500 del 1949 della coppia Focardi-Arezzini, una Fiat 1100 S Berlinetta del 1947 di Tozzetti-Calosi, una Fiat Abarth 750 ST Zagato del 1960 di Frosini, due Lancia Fulvia SZ e poi Giuliette, Mg, Lotus, Rolls Royce, Maserati, Porsche, Morgan, Caterham, Triumph. Infine, una lunga lista di Ferrari, dalla 246 del 1972 alla Ferrari Modena del 2003.

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I temerari che arrivano da lontano

Due gli equipaggi temerari arrivati dall’estero: la coppia Behensky-Wacel dall’Austria su una Austin Healey del 1958 e gli olandesi Terhenne-Brada su una Giulietta TI del 1962 che sono stati anche premiati per la loro fedeltà alla manifestazione. L’equipaggio più originale e simpatico, invece, è stato quello delle sorelle Marzia e Stefania Poggini, che hanno percorso i 70 chilometri della “gara” a bordo della loro Fiat Topolino Belvedere del 1964 in abiti dell’epoca.

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Soste da non perdere

Due le soste lungo il tragitto, con controlli a timbro: la prima presso la storica Officina Bellini di San Casciano Val di Pesa, punto di riferimento Alfa Romeo durante la Mille Miglia storica, e la seconda nel centro storico di Barberino Val d’Elsa, dove le auto sono state fatte entrare dalla porta Fiorentina attraverso piazza Barberini. Poi via veloci verso Poggibonsi e Colle Val d’Elsa.

Con una mezz’ora di anticipo sulla tabella di marcia e sotto una pioggerellina fine fine che è riuscita solo a sporcare un po’ di fango le macchine, la carovana di gioielli è arrivata verso le 11 a Gaggiano, alle bellissime Cantine Chianti Melini nei pressi di Castellina in Chianti. Il piazzale antistante pieno di auto, una distesa suggestiva di colori, con il drone sulle teste dei piloti per le riprese dall’alto. Ripartiti dopo un gustoso spuntino, le auto si sono bevute d’un soffio le curve e i saliscendi delle dolci colline senesi, sfrecciando in mezzo a Fonterutoli e Quercegrossa, fino ad arrivare al prestigioso hotel Garden di Siena dove si è consumato l’elegante pranzo, terminato con una grande torta celebrativa e le premiazioni. Premi anche all’equipaggio più “acculturato” (bisognava rispondere anche a quiz molto difficili sul motorismo storico).

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I giovani e le macchine storiche

“Siamo stati molto soddisfatti della gara di quest’anno, perché c’è stata una nutrita partecipazione di auto storiche, e poi il Tributo Lamborghini di cui ricorre il 25esimo anniversario del club con 14 Lambo che hanno dato molto risalto alla nostra manifestazione, e di cui siamo stati molto felici e orgogliosi. La nostra è una bella passeggiata per godere dei paesaggi molto belli e delle strade molto interessanti e divertenti. Ci siamo divertiti molto a guidare le nostre vecchiarelle su queste strade”, scherza il presidente di Scuderia Cassiacorse 264 Storica, Luigi Berra.

Solo un rammarico: “Purtroppo i giovani non si avvicinano molto alle macchine storiche, guardandole con un po’ di sufficienza perché non capiscono il godimento che si prova nel guidare una vettura che è anche difficile da portare, impegnativa sicuramente molto più di una macchina moderna. Il nostro target è dai 35 ai 40 anni, i più giovani forse arriveranno a capire queste automobili tra qualche anno”.

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Gli sponsor

“Una manifestazione che ha richiesto nove mesi di lavoro “perché crediamo molto nei dettagli, piccole cose che fanno la differenza – dice ancora Berra -. Desidero ringraziare sentitamente tutti coloro che l’hanno resa possibile cominciando dagli sponsor: Banca Mediolanum ufficio consulenti finanziari di Firenze; la ditta Orologi Margi di Empoli, da 60 anni sul mercato; cioccolata e biscotti GhiottYolande Brada; la U.S.O.M. Fashion che fa occhiali da sole molto particolari e il Circolo Sportivo Gramasteda di Sambuca. Un ringraziamento anche alle amministrazioni comunali di Firenze, San Casciano, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’ Elsa, Poggibonsi e Siena. Senza dimenticare la storica Officina Bellini e le Cantine Melini. I motociclisti che ci hanno accompagnato e assistito lungo il percorso. I consiglieri e i soci della Scuderia Cassiacorse che ci hanno aiutato nella organizzazione. Ma desideriamo ringraziare tutti i partecipanti, sia quelli venuti da molto lontano si quelli arrivati da più vicino che hanno affrontato il cattivo tempo. Grazie a tutti, senza di voi l’evento non sarebbe esistito. Il nostro desiderio è di rendere la nostra manifestazione sempre più importante e diffusa, tanto che cerchiamo di coinvolgere partecipanti non solo dalla Toscana ma da ogni città d’Italia e anche d’Europa. Arrivederci alla quinta edizione”.

 

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