Lo spettro dell’aumento dell’Iva fa paura

di Adolfo De Stefani Cosentino*

Senza il giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno, le immatricolazioni – sottolineo le immatricolazioni – del mese di aprile non avrebbero presentato il segno positivo: questo nonostante lo sforzo delle concessionarie per cercare di compensare l’anomalia determinata dal sovrapporsi delle festività pasquali con i ponti del 25 aprile e del 1° maggio.

Assume quindi maggior rilievo il dato complessivo di chiusura negativa del primo quadrimestre a -4,6% che, a nostro avviso, fotografa correttamente lo stato di salute del mercato auto che, a sua volta, si riflette in un andamento dell’economia nazionale che si sta muovendo fra recessione, stagnazione e crescita modestissima.

I segnali che le nostre aziende stanno percependo nel quotidiano contatto con il mercato non sono positivi e lo conferma il fatto che la fiducia di famiglie e imprese sta calando. In questo contesto c’è poi il macigno delle clausole di salvaguardia e del possibile aumento dell’Iva. Aumentare l’Iva sulle autovetture significa non solo aumentare la tassazione sugli autoveicoli, in Italia già molto pesante, ma nello specifico introdurre un aggravio medio di 630 euro a veicolo.

*Presidente di Federauto

 

1 Comments

  1. Emidio says:

    Il tutto unito al malus degli ecoincentivi…
    Povero mercato dell’auto!

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