Le ibride di Toyota garantite fino a 10 anni

La possibilità di estendere la copertura, senza costi aggiuntivi, rafforza i quattro pilastri sui quali si basa l’offerta Full Hybrid Electric della Casa giapponese. Che offre, tra l’altro, listini e tariffe di manutenzione del tutto simili a quelli delle auto convenzionali e la possibilità di restituire il veicolo in qualunque momento

di Valerio Boni

Una garanzia fino a 10 anni su tutte le parti, elettriche e meccaniche, è l’iniziativa che Toyota ha avviato nel mese di ottobre per rendere ancora più attraente la gamma Full Hybrid Electric, che si basa su quattro solidi pilastri. Si chiama Toyota Hybrid Service ed è un nuovo servizio che permette ai clienti la possibilità di estendere fino a 10 anni, o 250.000 km, la copertura in caso di malfunzionamento, senza costi aggiuntivi. L’estensione ha infatti il pregio di essere completamente gratuita, poiché per beneficiarne è sufficiente affidare con regolarità le operazioni di manutenzione agli Hybrid Service People, i tecnici specializzati di Toyota che sono in assoluto i più esperti sul mercato in questo campo grazie a un parco circolante ibrido Toyota di oltre 12 milioni di automobili nel mondo.

Tutto compreso nel prezzo

La garanzia estesa diventa uno dei punti di forza dell’offerta di un’industria che ha fondato sulla tecnologia elettrificata le sue strategie. Una scelta premiata a livello globale, che anche in Italia è ormai saldamente radicata, come confermato dai dati consolidati relativi alle immatricolazioni del mese di novembre. Sono state 8.163 le auto (335 di queste sono Lexus) che il Gruppo Toyota Motor Italia ha consegnato ai clienti, con una quota di mercato complessiva che ha raggiunto il 5,5 per cento. Ma soprattutto ha contribuito a far crescere del 31 per cento rispetto al 2017 la quota di veicoli elettrificati, che ha toccato ormai il 5,7 per cento del totale. E in questo panorama Toyota è leader indiscussa con il 71 per cento di ibride commercializzate nei primi 11 mesi sul nostro mercato.

L’ibrido non costa di più

Il primo dei pilastri è fondato sull’accessibilità; i prezzi di listino non sono infatti proibitivi, ma allineati a quelli delle auto equipaggiate con motori convenzionali, grazie anche agli Hybrid Bonus che la Casa e la rete di concessionari mette a disposizione di chi decide di passare dalle tecnologie tradizionali a una mobilità più sostenibile. Un vantaggio che si somma a costi della manutenzione a loro volta trasparenti e in linea con le tariffe applicate ai veicoli più classici. Tariffe che sono chiaramente evidenziate dalle tabelle Prezzi Chiari nelle concessionarie come sul sito di Toyota. Quarto e ultimo pilastro è la libertà di restituire in qualunque momento l’auto ibrida per chi sceglie le formule di acquisto più innovative, come il Pay x Drive.

Si viaggia senza colonnine di ricarica

I quattro punti rappresentano oggi il valore aggiunto di una tecnologia che si è affermata sul campo in oltre 20 anni dalla prima coraggiosa introduzione sul mercato di una vettura Full Hybrid Electric. Oggi l’ibrido è considerato la soluzione più immediata e convincente sulla strada della mobilità sostenibile, perché assicura una serie di importanti benefici. Il primo è rappresentato dalla possibilità di circolareanche in assenza di una infrastruttura di ricarica esterna. Il sistema è infatti di gestire in totale autonomia il funzionamento dei due motori, predisposti per lavorare in coppia o in modo esclusivo a seconda delle esigenze del momento. E soprattutto nell’ottica del miglior compromesso possibile tra prestazioni, emissioni ed efficienza energetica. A questo proposito è da sottolineare che i consumi, e di conseguenza i gas liberati nell’aria, sono sensibilmente ridotti perché le Toyota Full Hybrid Electric sono in grado di muoversi per oltre la metà del tempo in modalità elettrica nei centri urbani, grazie alla capacità di rigenerare fino al 30 per cento dell’energia in frenata.

Prestazioni senza rinunce

I vantaggi per l’ambiente, certificati dall’omologazione dell’intera gamma secondo le più severe normative WLTP, non sono tuttavia ottenuti a discapito del piacere di guidare. Lo testimonia, tra l’altro, la capacità di mantenere medie sostenute in autostrada, dove il sistema Full Hybrid di quarta generazione consente di viaggiare il modalità elettrica al 100 per cento fino alla velocità di 100 km/h. Il tutto è completato dalla trasmissione automatica che gestisce entrambi i motori e dai più attuali sistemi di sicurezza del Toyota Safety Sense di seconda generazione, presenti di serie su tutti i modelli della gamma.

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10 Comments

  1. bergat says:

    Le uniche toyota valide sono state la Celica e la Supra. Le ibride Toyota attuali sono auto per far venire i nervi a pezzi, con il loro cambio a slittamento di frizione Brrr. Dio ce ne liberi

    1. Paoletto60 says:

      Sono totalmente d’accordo, scooter in formato auto, nessuna emozione nella guida.

    2. PPA says:

      Slittamento di frizione? Prima di scrivere madornali inesattezze studi e si informi meglio. Il sistema full hybrid Toyota di fatto “NON HA LA FRIZIONE” (forse é l’unica auto al mondo) ma utilizza un sofisticato ruotismo epicicoloidale (spero che le sappia di cosa si tratta). Quindi le auguro di poter guidare una Lexus, una Prius ma anche una piccola Yaris hybrid.

    3. Angelo says:

      LE ibride Toyota non hanno la frizione ma un sitema di ruotismi epicicloidali. Si comporta come un cambio a variazione continua senza pero’ le perdite energetiche di quest’ultimo che anche nei piu’ sofisticati come quello Audi era comunque inefficiente e complesso. Proprio la scorsa settimana sono andato a provare una Yaris e devo dire che la fluidita’ di marcia e’ spettacolare. Senza contare poi l’affidabilita’ di questo sistema che ormai viene prodotto da 20 anni e venduto anche alla concorrenza, BMW in testa. Io sono uno che con le affermazioni ci va con i piedi di piombo e devo dire che dopo la prova di questa auto ed anche di un RAV 4 di un mio amico sono rimasto favorevolmente impressionato. Per il traffico attuale e’ piu’ che sufficiente. Ovvio la Celica era una macchina sportiva, queste ibride no. E allora ? Dove puoi piu’ correre ormai ?? E’ finita l’epoca delle corse in autostrada o sulle strade di montagna. Ormai ci sono radar ogni 2 km !!!

  2. bergat says:

    Mi è bastato guidare una daf 50 anni fa

    1. emilio says:

      beata ignoranza

  3. giancarlo tortoli says:

    Ho una Yaris Hybrid Style acquistata nel 2015. La vettura non tira in salita, non frena in discesa e nel caso di un sorpasso devo stare molto attento dato che questo motore ruggisce da subito come un leone ma con una resa davvero scadente, ed anche rischiosa in molti casi. Due anni fa ho tentato la vendita presso due primarie concessionarie con acquisto di vetture da 30.000 euro ma, non l’hanno voluta in permuta! – Il tagliando del terzo anno, in concessionaria, è costato 250 euro: mica poco! E questo tanto per rintuzzare il costo di manutenzione in linea con altre city car. Il basso consumo rimane comunque relativo dato che in autostrada e strade similari funziona il solo motore termico e non elettrico. Pur con molta buona volontà faccio fatica a vedere quei mirabolanti vantaggi dei quali, il “fortunato” possessore dovrebbe godere.

  4. Coen says:

    La tecnologia è TOP ma il design di questi modelli è pessimo.

  5. Enrico says:

    Io ho una CHR da marzo 2018, mi trovo benissimo…. chi non sa guidare fa critiche ingiustificate, l’effetto sccoter si elimina togliendo il piede dall’acceleratore per un attimo e veleggiando, premendo pochissimo.
    Certo che non è l’auto adatta a chi vuole fare accelerazioni da dragster al semaforo……

  6. Pietro M. says:

    Ho una Lexus ibrida (CT200h), 1800 cc. Consumi: 30% inferiori alla mia auto precedente con la stessa cilindrata.
    200.000 Km, finora nessun problema.
    Tre modalita’ di guida: Eco, normale e sport. Quest’ultima ha un’ottima accellerazione.
    Zero tasse di circolazione.

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