Le due ruote crescono, ma c’è ancora tanto da fare


Il 2016 si chiude finalmente con un bel segno a doppia cifra (11,6 per cento in più del 2015) per il mercato delle due ruote, sfondando e oltrepassando di un bel po’ il muro delle 200.000 unità, traguardando  217,063 immatricolazioni.
Che il clima fosse cambiato, da cinque anni a questa parte, si era già notato alla ultima sfavillante edizione di EICMA il Salone Mondiale delle due ruote, che si svolge a Milano nella prima metà di novembre, dove le facce degli espositori erano più felici del solito.
Ma la domanda che viene spontanea è: cosa è cambiato in quest’ultimo anno, visto che l’economia italiana non ha dato cenni di ripresa consistente e il potere d’acquisto è rimasto invariato?
La risposta non è semplice, diciamo che ci sono più risposte a questo quesito. Innanzitutto le Case hanno capito che i motociclisti sono cambiati, forse leggermente invecchiati per certi segmenti, e quindi hanno iniziato a proporre modelli in sintonia con i gusti e le nuove tendenze. Il bisogno di una mobilità http://www.9010.it/cialis.html alternativa, oltre all’invecchiamento di qualche scooter, hanno poi fatto sì che i numeri crescessero; e non ultimo i giovani, che per anni abbiamo pensato non si interessassero più alle due ruote, sono tornati.
Questo infatti è confermato dai dati che registrano un incremento delle naked del 23,3%, delle enduro stradali (+31,5%), delle moto da turismo con un +5,75 (qui la commistione con le enduro stradali si fa sentire), delle custom (+12,3%), delle supermotard (addirittura +44,6%). E poi gli scooter (+8,5%9 e le sportive, che invece segnano il passo con un -0,9%.
Ma c’è ancora molto da fare per incentivare la crescita di quella che in questo momento è la risposta più semplice e veloce per la mobilità sostenibile. Oggi il legislatore, a tutti i livelli, non può più pensare alla mobilità solo per le quattro ruote, ideando e costruendo infrastrutture che siano pericolose, inadatte e penalizzanti le due ruote. Con la crescita del mercato dobbiamo essere consci che la possibilità di incidentalità può crescere e, quindi, l’attenzione deve essere massima.

Pier Francesco Caliari
(direttore generale Ancma Confindustria)

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