La Sardegna che incanta dalla sella di una Moto Guzzi

di Cesare Gasparri Zezza

«Se non ti diverti a urlare, su una moto in corsa non fai grandi conversazioni. Invece, passi il tempo a percepire le cose e a meditarci sopra». Diceva bene il professor Robert Pirsig, il filosofo Usa celebre, soprattutto, per il suo primo libro «Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta». In sella a una Moto Guzzi V7 Carbon, un’edizione limitata a 1.921 esemplari stiamo percorrendo le strade a Sud della Sardegna.

Base operativa del «4° Moto Guzzi Experience», evento dedicato a chi vuole avvicinarsi e scoprire le moto dell’Aquila di Mandello, è il Resort Is Molas. Schierata e luccicante è tutta la gamma Guzzi 2018. Dalle agili e scattanti V7, declinate in tutte le loro versioni, alla mastodontica Mgx-21. Con noi, una quarantina di partecipanti provenienti da tutto il mondo. La V7 Carbon si riconosce per l’uso della pregiata fibra di carbonio, la testa dei cilindri rossa e per una targa sul canotto di sterzo che indica il numero del modello: 0333/1921.

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Si parte da Is Molas

Con il pollice della mano destra snoccioliamo i dati del computer di bordo: carburante, olio, temperatura, tutto ok.

Un colpo allo starter, un sussulto e il bicilindrico si mette a cantare. La meta: le grotte di Is Zuddas.

Il secondo giorno, siamo pronti a fare nuove scoperte, toccheremo l’isola di Sant’Antioco, Porto Scuso, Buggerru e Iglesias. Che spettacolo: è tutto un susseguirsi di curve, tornanti, sali e scendi fin quasi alla sosta al porto dell’isola di Sant’Antioco. Quindi, di nuovo in sella. La macchia mediterranea, un complesso industriale abbandonato. Poi, una strada incredibilmente dritta. Saliamo di marcia: terza, quarta, quinta; ogni volta che si toccano i 4.500 giri, una spia nel contachilometri si accende e consiglia di cambiare. Nuove curve, le scalate, l’urlo del bicilindrico da 750 cc. Ordiniamo alle pinze Brembo di mordere il disco, un piccolo colpetto, il corpo scende verso destra, la moto ci segue e l’asfalto scorre più vicino al piede. Pochissime auto, qualche mucca al limite della carreggiata. A Iglesias, finiscono le curve, la sosta per il pieno e si torna alla base. A tavola, nel gruppo si stringono nuove amicizie, ci si scambia impressioni di guida e si raccontano pezzi di vita, di viaggi.

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Emozioni e divertimento

Sabato mattina, il serpente di metallo formato da V7, V9, Audace, Eldorado, California e Mgx-21 si muove verso Pula, Cagliari per poi snodarsi a Nordest. Il profumo di salsedine entra prepotentemente nel naso. L’emozionante incontro con i fenicotteri rosa; verso Capitana, fino alle bellissime spiagge di Villasimius. Piove, poche gocce, la V7 fa valere la sua ciclistica, ed equipaggiata con pneumatici Pirelli Sport Demon, ci fa sentire sempre sicuri. Risaliamo la costa fino a Muravera, Olia Speciosa, poi, in direzione Nord. All’ora di pranzo il menù è a base di prodotti del luogo. L’asfalto è sempre incredibilmente liscio, le uniche buche che vediamo, sono quelle del campo da golf vicino alla nostra base.

Quarto e ultimo giorno. Una spolverata alla comoda sella in Alcantara e poi via verso Teulada, in direzione Setti Ballas per arrivare al Faro di Capo Spartivento. Una coppia di daini salta tra la vegetazione mediterranea circostante arricchendo il nostro bagaglio di emozioni. È tardi, il tempo a disposizione per la nostra experience è terminato.

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