Eicma, le ragioni di un successo

Se Detroit è la capitale mondiale dell’auto, Milano è quella delle moto. Non ci saranno le grandi industrie che caratterizzano la città americana, ma c’è il più grande Salone a livello mondiale. Un’esposizione che negli anni è riuscita a rubare la scena a vere e proprie icone, come Colonia e Parigi, oltre a Tokyo e Shanghai. La supremazia è decretata dai numeri, dai visitatori che ormai hanno superato di slancio quota 600.000, e dagli espositori. Si va da un minimo di 1.143 negli anni pari, quando l’Eicma segue di qualche settimana il biennale Intermot di Colonia, agli oltre 1.400 in quelli dispari, nei quali nessuna rassegna europea o mondiale riesce a scalfire la supremazia. Quella dell’Esposizione Internazionale del Ciclo, Motociclo e Accessori, che gli appassionati continuano a chiamare semplicemente “il Salone di Milano” come un tempo, è un successo costruito negli anni. Il trasferimento dalla storica sede della Fiera in zona Portello, a due passi dal centro di Milano, nel più ampio e moderno polo di Rho nel 2005 ha contribuito ad accelerare il processo, ma i motivi che hanno contribuito a farne la rassegna internazionale di riferimento per le due ruote a motori sono diversi. C’è prima di tutto l’allargamento dell’offerta con l’inserimento di esposizioni tematiche, da quella dedicata a custom e café racer, a quella delle e-bike le biciclette elettriche, alle gare nelle aree esterne, senza dimenticare l’effetto degli eventi del “fuori salone”, un’esperienza ereditata da altre manifestazioni, a cominciare dalla Settimana del Mobile. Tuttavia, un ruolo fondamentale nella scalata è svolto dal nostro Paese, che ha saputo mantenere l’eccellenza in un settore commercialmente dominato da altre realtà, prima tra tutte quella giapponese. Negli anni l’Italia ha perso pezzi importanti della sua storia ingoiati dalle varie crisi, eppure rimane leader a livello europeo con circa la metà della piattaforma produttiva continentale. Senza dimenticare che le aziende all’avanguardia per creatività, innovazione e qualità nel campo dell’abbigliamento e degli accessori sono qui.

Valerio Boni 

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