E se dal Fuorisalone rinascesse il Salone?

di Luca Talotta

Dal Fuorisalone al Salone, il passo è (sarà?) breve. Milano accoglie ancora una volta il mondo dell’automotive nel contesto più chic e cool del momento, quella settimana che accompagna il Salone del Mobile ma che spesso attrae più interesse della stessa Fiera.

Ma è anche una Milano che attende che qualcuno alzi la mano e, nel turbinio di emozioni che fanno venire in mente gloriosi tempi passati, organizzi di nuovo un vero Salone dell’automobile. Di quelli che, negli anni Trenta, fecero diventare la città l’ombelico del mondo dei motori. Per ora non resta che guardare e ammirare il mondo automotive in contesti diversi, come il Fuorisalone; che, al suo interno, vede aggirarsi tantissime aziende e progetti legati al futuro delle quattro ruote.

In tanti hanno risposto all’appello

C’è chi, come Fiat, approfitta per mostrare la nuova 500 Collezione, ma anche chi ingaggia duelli con altri marchi sul tema del design: Alpine, con il suo chef designer, Antony Villain, ma anche SsangYong con due edizioni speciali di Tivoli personalizzate dai talenti della Scuola Politecnica, e Hyundai, con un percorso esperenziale che racconta il legame tra design ed energia; e che dire di Citroën con l’allestimento Cactus4Comfort in collaborazione con Bertone Design, e di Volvo, che nel suo Volvo Studio organizzerà convegni su design della sicurezza e non solo.

Senza dimenticare chi, come Mini, mette invece in mostra la sua storia in Triennale, e chi parla di uno dei temi caldi dell’automobile di oggi, l’elettrico. È il caso, per esempio, di Porsche, che ha proposto agli studenti di Grafich Design di creare una livrea per una vettura Panamera Sport Turismo E-Hybrid; e di Jaguar, che mette in mostra la sua I-Pace.

Riflessione d’obbligo

Chissà se, da qui a breve, a Milano non si possa davvero tornare alle gesta di un tempo, con quei Saloni dell’automobile pieni di persone e vetture, immortalati, però, in foto talmente in bianco e nero che l’effetto vintage lascia tanti sorrisi ma anche molta tristezza.

Ma la speranza, si sa, è sempre l’ultima a morire.

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