Da sinistra: Massimo Nordico (Unrae), Gian Primo Quagliano (Centro Studi Promotor) e Pier Luigi del Viscovo (Fleet & Mobilità)

Auto, un 2016 quasi da urlo. Così cambiano gusti e tendenze

Il mercato italiano dell’automobile ha fatto segnare a fine 2016 un risultato che quasi nessuno, fatta eccezione per Gian Primo Quagliano, presidente di Centro Studi Promotor, aveva previsto: 1.824.968 immatricolazioni che rappresentano una crescita del 15,82% rispetto ai dodici mesi dell’anno precedente. Certo, i 2,5 milioni di consegne del 2007 sono lontanissime,ma il gap si sta riducendo, una tendenza che dovrebbe continuare anche nei prossimi anni perché esiste tuttora la necessità di rinnovare un parco circolante vecchio e poco ecologico. “Anche nel 2016 – ha dichiarato Massimo Nordio, Presidente di Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – il settore automotive ha portato un contributo determinante ai consumi interni, più forte che in altri settori, e al recupero, seppur ancora lento, dell’economia nazionale. Nell’intero 2016, infatti, il fatturato generato dal settore è stato di 36,9 miliardi di euro, con un incasso di Iva per lo Stato di 6,6 miliardi di euro”. Il dato del fatturato che evidenzia una crescita di 5,6 miliardi rispetto al 2015 è il frutto delle diverse dinamiche interne al mercato dove diminuiscono utilitarie e city car e aumentano vetture medie e medio grandi. Dall’analisi svolta dal Centro Studi Fleet&Mobility il prezzo medio netto è stato di quasi 20mila euro e la crescita del mercato in valore è stata del 18%, superiore quindi alla crescita in volume. Gli italiani sono dunque più ricchi? Non particolarmente perché la quota dei privati, cioè delle famiglie, è scesa al 61,8%, il minimo storico, mentre crescono gli acquisti delle aziende e dei noleggi  a lungo e breve termine positivamente influenzati dalla normativa sul superammortamento. Ha notato con rammarico Quagliano che è scesa la domanda di carburanti alternativi ecologici, come metano e gpl, a favore di diesel e benzina, anche se è diminuita la media delle emissioni di CO2 grazie a motori sempre più parsimoniosi. Commentando la crescita in termini di fatturato, Pier Luigi del Viscovo, direttore di Fleet&Mobility, ha dichiarato: “Gli italiani acquistano meno auto rispetto al decennio scorso, ma le vogliono più trendy, ossia più Suv e crossover, e comunque meglio equipaggiate negli allestimenti”.

Piero Evangelisti

 

 

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