Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia (a sinistra) con Max Pezzali (al centro)

Audi e il progetto (We) Generation di fenomeni

di Gabriele Villa

All’insegna del “noi siamo la generazione” e del ”noi siamo” il Futuro ecco, che in occasione dell’anteprima nazionale di Audi A1 Sportback, la compatta più digitale sul mercato, e Audi Q3, la crossover dei quattro anelli ora evoluta per interpretare il dinamismo dei nuovi stili di vita, è stato annunciato il programma di formazione per i giovani talenti del futuro. Denominato We generation, il progetto prevede l’erogazione di borse di studio per accedere al corso di laurea triennale in Digital Management di H-FARM e Ca’ Foscari.

Coerentemente con i valori etici del brand, l’impegno di Audi si concretizza nel promuovere e favorire la cultura dell’innovazione e del cambiamento, con l’obiettivo di incoraggiare la “contaminazione” dei manager e degli imprenditori di domani. Gli studenti destinatari delle borse di studio in H-Farm avranno l’opportunità di lavorare a uno specifico progetto con il coinvolgimento in attività formative ad hoc. L’intero percorso viene raccontato da un progetto multimediale che coniuga storytelling e interattività, ideato da Shado, la media company di H-Farm.

Per raccontare questo progetto e la vicinanza di Audi con il mondo sfaccettato delle nuove generazioni, è stato scelto appunto come palcoscenico H-Farm, piattaforma di innovazione in grado di supportare i giovani nella creazione di nuovi modelli di impresa, a guidare la trasformazione digitale delle aziende e a formare le giovani generazioni. Qui è andata in scena la narrazione multidisciplinare a più voci, che ha visto due generazioni a confronto: i nativi digitali, narratori del nostro tempo, e i giovani adulti. Introdotti da Matteo Bordone, giornalista e conduttore radio e tv, sul palco si sono affrontati due rappresentanti di diverse generazioni di artisti: il giovane scrittore Giacomo Mazzariol e Max Pezzali, icona della musica pop. Durante il talk, con il coinvolgimento anche degli studenti, i veri rappresentanti della We generation

 “Quattro anelli” di libertà responsabile

Ne è uscito un manifesto generazionale che ha messo in scena un racconto sul futuro,

evidenziando una serie di domande e “questioni aperte” sugli scenari futuribili e di cui saranno protagonistie le nuove generazioni, sul ruolo della tecnologia nel rapporto tra individui, sull’importanza delle nuove intelligenze, sulla condivisione e sulle connessioni che permeano tutti i luoghi. Per affrontare questo articolato futuro, Audi va oltre la progettazione e produzione di veicoli, trasformandosi da costruttore a fornitore di servizi di mobilità.

Nel corso della serata Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia, ha evidenziato qual è il ruolo attivo del marchio dei quattro anelli. Per assicurare che la mobilità del futuro diventi una forma di libertà responsabile, Audi si impegna attraverso l’evoluzione tecnologica, a trasformarsi in provider di una mobilità sostenibile.

Il brand riveste così un ruolo sociale e grazie ai sistemi di guida predittiva, di guida autonoma e alla progressiva elettrificazione dell’intera gamma, l’auto si trasforma in strumento sostenibile e di comunicazione a supporto della comunità. Tecnologia e ambiente devono procedere di pari passo e convergere. Audi diviene così attore protagonista di un processo inevitabile, giocando di anticipo attraverso lo sviluppo di tecnologie avanguardistiche che caratterizzano da sempre il suo Dna.

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