All’auto 50 milioni, per bici e monopattini 120: Conte, che vuoi fare?

di Roberto Di Maulo, segretario generale di Fismic Confsal

Al settore auto solo 50 milioni, pochissime le risorse al momento stanziate che darebbero un contributo del tutto insufficiente per la ripresa del mercato. Un intervento frutto per altro non del governo, ma di un emendamento presentato in Parlamento. La notizia dei bassi stanziamenti previsti per la filiera automotive desta non poche perplessità e preoccupazioni. Una scelta inadeguata: 120 milioni per bici e monopattini, mentre 50 milioni per le auto, è questa la politica industriale che il presidente Giuseppe Conte intende portare avanti?

La filiera automotive risulta tra i comparti maggiormente colpiti dagli effetti economici del Covid-19. A giugno, secondo mese dalla fine del lockdown, il mercato auto europeo subisce ancora un forte ribasso (-24,1%). Nonostante le misure di stimolo alla domanda introdotte dalla maggior parte dei maggiori player del mercato, il recupero delle vendite si prospetta lento e difficoltoso.
Messo a dura prova, il mercato italiano dell’auto fa fatica a riprendersi, tanto da chiudere i primi sei mesi in calo del 46%. Proprio per questo, occorre una manovra ben più grande, sulla linea per esempio di quanto fatto da Francia e Germania, volta a intervenire non solo sul mercato, ma anche su sviluppo e innovazione che ci facciano viaggiare verso il futuro dell’elettrificazione.
A maggio hanno riaperto i concessionari in Italia, ma il mercato è risultato comunque in calo del 50%. Da inizio anno, il mercato si è dimezzato rispetto al 2019 e il calo del mercato riguarda non solo l’auto, ma anche altre tipologie di veicolo come quelli commerciali. E’ impensabile che il governo non abbia un piano efficiente di politica industriale per un settore, l’automotive, che è anche una delle più importanti fonti di entrata per le casse dello Stato, con miliardi di tasse versate ogni anno. L’intera filiera produce più del 5% del Pil del nostro Paese, dando occupazione a migliaia di lavoratori. I 50 milioni in bonus sono del tutto insufficienti. Chiediamo al governo un cambio di rotta verso una politica industriale seria e concreta, con investimenti mirati a beneficio del settore. Il settore è in sofferenza, senza manovre adeguate si rischia di non riuscire ad agganciare la ripresa.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *