Le accise e i due Matteo

Vediamo se il Matteo ora al governo riuscirà a mantenere la promessa rispetto al Matteo fiorentino neo documentarista. La promessa riguarda la revisione delle accise sui carburanti, molte delle quali risalgono anche a 80 anni fa.

Era stato il Matteo (Renzi), il 23 maggio 2014, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, ad affermare per primo che il suo governo avrebbe rottamato le accise. “Ma le pare possibile – affermò, rivolgendosi a Vespa, con il suo tipico sorriso da furbacchione – che esistano ancora voci sulle accise come quella della Guerra di Etiopia…?.

Il risultato, una volta conclusa la lunga permanenza di Renzi a Palazzo Chigi? Zero assoluto. Le accise continuano a pesare sul prezzo dei carburanti.

Il delicato tema viene riproposto ora dall’altro Matteo (Salvini), attuale vicepremier e ministro dell’Interno. Di voler intervenire sulle accise  ne aveva parlato in campagna elettorale; l’argomento, inoltre, fa parte del programma di governo Lega-5 Stelle. “Resta il mio impegno di tagliare le accise sulla benzina, che risalgono a 60-70 e anche 80 anni fa, entro l’anno”, ha affermato Salvini. Le cifre circolate tempo fa ipotizzavano in 20 centesimi il litro l’effetto positivo del provvedimento sul portafoglio delle persone. Il problema è che lo Stato si vedrà decurtare le entrate fiscali di circa 6 miliardi.

Come agirà, a questo punto, il governo? Alla fine dell’anno mancano poco più di quattro mesi. Il Matteo vicepremier e ministro sa perfettamente che un passo falso e la mancata realizzazione di una promessa che tocca l’economia delle famiglie italiane scatenerebbero il finimondo. Come ovvierà il governo alla perdita di gettito? Caricare dei 6 miliardi mancanti altre voci fiscali sarebbe una beffa. Ci saranno tagli al capitolo infinito dei costi superflui?

Insomma, il Matteo in auge ora, dia presto qualche indicazione concreta su quello che intende fare. E non si lanci in dichiarazioni avventate come fece il Matteo che lo ha preceduto.

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